Opera narrativa
01 June 2006
01 June 2006
Un grande romanzo cubista
Roberto Saviano ci ha restituito, dopo un’assenza che lacerava le palpebre e i corpi, un grande “romanzo” capace di bagnarsi, con la violenza dei grandi scrittori russi, nei mari dell’esistenza, descrivendo la vita, le passioni, le malinconie, le tristezze e le speranze di una Napoli-Gomorra sodomizzata e sempre più sodomizzante. Con una scrittura che depreda le illusioni, con la fantasia che si fa grimaldello di serrature nascoste nel reale, l’esordiente Saviano è stato in grado di raccontare gli sfinteri puzzolenti delle periferie Napoletane, catapultandoci nel quotidiano con passaggi di grande purezza letteraria. Il pianto della moglie di Pasquale, la lotta di Don Peppino Diana, le ridicole esistenze dei vari Scarface in salsa partenopea, il gesto solitario di una piccola maestra di Mondragone (mi ha ricordato le parole di Gesualdo Bufalino: “per sconfiggere la mafia occorre l’esercito, un esercito di maestri di scuola”), sono l’oculo da cui guardare rabbiosi il violento potere microfisico della camorra, figlio non della paura ma di una desolante normalità. Gomorra non è “solo” un saggio, non è “solo” un reportage sulla camorra, è un grande “romanzo” cubista, in cui lo sdegno di una scrittura alla Conrad, alla London, alla Herr, decostruisce la realtà dall’interno, per rappresentare in totale nudità la vera volgarità di un vivere in provincia tra macerie e sporcizia umana, parlando di uno smog esistenziale che devasta i polmoni, incancrenisce la pelle, dove l’ultima scatarrata sanguinolenta di un cancro imperante non è il segno di una morte vicina ma l’atto vero e inutile di chi sente la bellezza del livore come la sola lotta possibile. Leggendo il “romanzo” di Roberto Saviano, tutti noi abbiamo il dovere di sentire il canto di una scrittura collettiva che ha forzato con coraggio e sdegno le pagine bianche di una città addormentata sotto il Vesuvio, dove tutti fingono di non capire che il “Sistema” è la nostra fisiologia.
di Luigi Del Prete tratto da operanarrativa
01 June 2006
