"Das Werk des 28 Jahre alten Autors liest sich wie ein Epos unserer Zeit.(...)" Frankfurter Allgemeine Zeitung  
il Manifesto
16 July 2004  

Centrale termoelettrica

consenso terrorizzato

di Roberto Saviano

A Sparanise verrà prodotta energia per l'intera Campania. La società Calenia, sostenuta da Forza Italia, ha l'affare in pugno mentre il clan Papa affiliato dei Casalesi detta legge. Gli oppositori rischiano personalmente 

C' è una parte d'Italia dimenticata, ignorata, dalla stampa nazionale, dalle agenzie, dagli occhi delle telecamere. Un territorio come sospeso, con un morto ammazzato a settimana, un territorio egemonizzato da uno dei sodalizi più potenti d'Europa, il clan dei casalesi, un'organizzazione criminale strutturata come Cosa Nostra capace di infiltrarsi nel tessuto connettivo economico legale con prepotenza di capitali. Eppure il silenzio è totale. Proprio in questo territorio omertoso ed ignorato è stata progettata ed approvata, precisamente a Sparanise, l'edificazione di una centrale termoelettrica che avrà il compito di generare energia elettrica per l'intera regione. La società costruttrice, la Calenia Energia, nel suo sito dichiara esplicitamente che la Campania è una «regione estremamente deficitaria di energia elettrica» e che si trova costretta ad acquistare circa l'80 % dell'energia dalla regioni circostanti. Questa affermazione messa in relazione con la pericolosità del progetto rende assolutamente contraddittorio il vantaggio per la Campania di generare al proprio interno energia elettrica a prezzo di ingenti danni all'agricoltura ed agli esseri umani. Pur se la Calenia Energia afferma con forza che il proprio progetto è all'avanguardia, sappiamo attraverso gli studi del dottor Armaroli del Cnr, e dei professori Inforza dell'Università La Sapienza di Roma e Cervino del CNR che le centrali a turbogas come quella che si vuol costruire a Sparanise sono di una pericolosità estrema, già superate e migliorate in altri paesi europei. Per la Centrale di Sparanise si è tenuto conto di un raggio d'azione di soli 10 chilometri a fronte dei 25utilizzati in altri paesi del mondo come gli Usa; si è ignorato che la presenza simultanea di altre centrali come quella di Orta di Atella, di Teverola e di Presenzano aumentano sensibilmente i valori di immissioni tossiche. Infine, fattore ancor più grave, non si è preso in considerazione che la centrale genererà una polvere ultra sottile che attraverso l'inalazione raggiunge brevemente il circolo sanguigno con danni esponenziali per la salute pubblica che si troverebbe di colpo a fronteggiare un innalzamento dei casi di tumore polmonari e di leucemie. Per ridurre tali immissioni tossiche è possibile oggi tecnicamente utilizzare filtri di conoscenza scientifica da già 40 anni, ma i cui costi eccessivi non giustificherebbero più l'economicità degli impianti. Diverse associazioni e forze politiche trasversali si sono opposte alla creazione della Centrale, diffondendo questi dati scientifici, dal centro sociale Tempo Rosso, al sito Caserta24ore.it, al giornalista Enzo Palmesano (ex-direttore del Roma allontanato da An dopo aver presentato un documento sull'antisemitismo). Gli attivisti del centro sociale Tempo Rosso spiegano: «Noi siamo contrari ad un sud che per rilanciarsi economicamente diventi l'immondezzaio d'Italia. Serve energia e quindi edifichiamo centrali che genereranno enormi danni, primo fra tutti l'utilizzo delle falde acquifere a cui la centrale per alimentarsi farà riferimento sottraendo quindi il bene all'agricoltura calena che già scarseggia di risorse idriche». In più a Pignataro Maggiore v'è un progetto per costruire a 500 metri di distanza dalla Centrale di Sparanise una piattaforma per lo smaltimento di rifiuti tossici. Ad aggravare la situazione il riscontro in località Torre Lupara, nota zona di allevamenti bufalini, di una ingente presenza di diossina nel terreno. «La centrale a nostro avviso - continuano gli attivisti - serve solo a far rimpinguare le tasche di alcuni esponenti del centrodestra che sono i proprietari delle terre che verranno vendute a peso d'oro alla Stato e poi alla Calenia Energia. Le vere ipotesi di sviluppo per il sud dovranno essere altre da queste!». Anche alcuni esponenti del centrosinistra di Sparanise hanno accusato il centrodestra casertano, in particolare Nicola Cosentino coordinatore provinciale di F.I., per avere dei personali interessi sulle terre su cui dovrà essere edificata la Centrale Termoelettrica. Lo stesso giornalista Enzo Palmesano dichiarò alcuni anni fa alla magistratura che quando collaborava con il Corriere di Caserta seppe di pressioni dirette dell'onorevole Cosentino sul giornale affinché non lasciasse emergere il suo interesse diretto con le terre della centrale. Oltre ad analizzare la necessità di questa centrale e la sua pericolosità inquinante bisogna però concentrare l'attenzione sulle possibili infiltrazioni camorristiche denunciate nel mese di giugno del 2003 in Commissione parlamentare antimafia dal vicepresidente Giuseppe Lumia (Ds), una delle voci più autorevoli in merito al contrasto delle economie dei sodalizi imprenditoriali criminali. La costruzione della centrale termoelettrica è infatti un affare da decine di milioni di euro. Impossibile quindi che le ditte dei clan restino a guardare, ancor più quando questi capitali giungono direttamente nel loro incontrastato feudo. La famiglia camorristica egemone a Sparanise è il clan Papa, il boss Giuseppe Papa è uno degli uomini di spicco della cupola della camorra casalese legato sino ad oggi a Francesco Sandokan Schiavone ed al suo reggente Antonio Iovine. Attualmente Giuseppe Papa si trova in libertà ma continua ad essere sotto processo per svariati reati di camorra. Il clan egemonizza un vasto territorio che comprende Teano, Calvi Risorta, Vitulazio, Vairano Scalo, Formicola e recentemente con infiltrazioni anche a Pignataro Maggiore dopo la crisi della famiglia mafiosa Lubrano-Nuvoletta. Giuseppe Papa è anche accusato da un pentito di aver organizzato un agguato, poi non messo in pratica, contro il giudice Ferdinando Imposimato a cui i Lubrano per ordine dei Corlenesi avevano ucciso il fratello. L'ombra dei Papa si staglia quindi sulla centrale termoelettrica. I meccanismi di infiltrazione sono i medesimi di sempre: controllo dei subappalti con le proprie aziende, tangenti chieste alle ditte appaltatrici affinché svolgano in tranquillità la propria attività, mediazione tra ditte e committenti, controllo dei trasporti. Inquietante retroscena di questa vicenda sono le elezioni comunali avvenute a Calvi Risorta, vicino Sparanise, nei mesi scorsi. Un clima pesantissimo di intimidazioni e minacce avvenute contro gli esponenti delle liste civiche chiaramente contrarie alla centrale. Uno dei candidati della lista dell'ex sindaco anticentrale Caparco, che ha come candidato a sindaco Gaetano Capuano, è stato avvertito a suon di bombe carta fatte esplodere nel suo giardino. Il candidato oggetto dell'intimidazione camorristica è Nicola Pepe, che conferma, anche se non ha sporto denuncia. E' un giovane impaurito che non se la sente di sfidare uno dei più potenti e sanguinari insediamenti del «clan dei casalesi». La guerra che il clan Papa ha sferrato alle liste de «I democratici» e «Sinistra Calena» ostacolando comizi, costringendo candidati a ritirarsi e posizionando propri uomini dinanzi ai seggi è di una gravità estrema. Eppure nessun quotidiano nazionale ne ha fatto cenno né le istituzioni hanno preso atto in tempo di questa situazione che sarebbe bastata come condizione sufficiente per annullare le elezioni. Intanto Nicola Papa, fratello del boss Giuseppe, imparentato direttamente con il boss Sandokan Schiavone è in pianta stabile a Calvi Risorta è lui che ha coordinato con successo la pressione militare del clan sulle elezioni. Ovviamente la coalizione anticentrale è stata sconfitta. Ora la centrale se verrà costruita avrà un consenso non allargato come speravano certi poteri politici ma terrorizzato.


di Roberto Saviano
16 July 2004
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