"Mr. Saviano is a very skilled writer, who navigates the underworld of the Mafia in a skillful manner" Joseph D. Pistone aka Donnie Brasco  
il Manifesto
10 September 2004  

Camorra, nuova guerra tra vecchi clan

C'è crisi nell'Alleanza di Secondigliano, un cartello criminale che ha perso il suo capo, Gennaro Licciardi. E intanto si fa largo la famiglia Di Lauro con i grossi proventi ricavati dal narcotraffico

di Roberto Saviano

L a mattanza è iniziata. Come era nell'aria da parecchi mesi il conflitto in seno all'Alleanza di Secondigliano è esploso con una dirompenza degna delle migliori guerre di camorra dell'ultimo decennio. 

In 4 giorni nel napoletano sono avvenuti 6 agguati mortali e il numero di omicidi, attentati tende a salire come dimostra l'uccisione di Mariano Nocera a Secondigliano. Con circa un omicidio di camorra al giorno Napoli e la sua provincia si preparano ad inaugurare una stagione di guerra tra clan che difficilmente potrà assorbirsi nel breve termine. La guerra è un chiaro segnale della crisi dell'Alleanza di Secondigliano, cartello criminale capace di unire in se le famiglie camorristiche più influenti della provincia di Napoli e di avere ottimi rapporti con gli altri clan campani. Dopo l'arresto di Francesco Mallardo e la morte del vero leader dell'Alleanza, Gennaro Licciardi detto «a'scigna» tutte le componenti del sodalizio vivono un lungo periodo di tensione e rivalità sfociate con la scissione del clan Lo Russo-Prestieri. Oggi l'organigramma della camorra napoletana si sta completamente metamorfizzando, i clan della provincia si stanno alleando attraverso più solidi legami con i clan cittadini (come dimostrano i due morti ammazzati a Caivano il 3 settembre con grande probabilità per mano dei «secondiglianesi») e nuovi patti si stanno materializzando nei gruppi vicini a Edoardo Contini, l'unico vero boss che attualmente può risultare capace di carisma e cultura politica al punto da gettare basi per nuovi sodalizi criminali. La magistratura, le forze dell'ordine, l'amministrazione comunale e ragionale sono responsabili di un tremendo ritardo d'intervento, che gli equilibri tra i clan dell'Alleanza di Secondigliano stessero per scindersi era cosa ben nota. Fondamentale adesso sarà comprendere che tipo di strategia appronterà il clan Di Lauro capeggiato dal celebre narcotrafficante Paolo Di Lauro detto «Ciruzzo o'milionario» che pur essendo organico all'Alleanza negli ultimi 5 anni ha raggiunto un grado di autonomia pressoché totale. Per comprendere la forza dei Di Lauro basterà ricordare che riescono a fatturare, secondo fonti della Dia, circa un miliardo di lire al giorno quindi un clan che da solo può contare su un patrimonio di circa 360 miliardi all'anno solo dal traffico di droga. Nonostante una notevole battuta d'arresto avvenuta nella primavera scorsa con la scoperta di investimenti dell'Alleanza in Usa ed il conseguente blocco di aziende, di fabbriche a disposizione del sodalizio criminale, le attività del gruppo sembrano essere fiorenti al punto che ogni famiglia preme per una maggiore autonomia. Ad ogni guerra di camorra corrisponde un innalzamento delle possibilità di infiltrazione e guadagno, una capacità di ingerenza nelle decisioni politiche e una alta qualità di potersi accaparrare appalti. Proprio l'ambizioso obiettivo ha innescato una battaglia che ha visto in questi giorni soltanto la sua ouverture. Bisognerà ora attendersi reazioni da parte dei gruppi cittadino come il clan Mazzarella che gestisce in eredità dei Zaza e dei Giuliano il centro storico di Napoli, da Chiaia fino a Poggioreale, e il clan Misso che riesce ad egemonizzare dal Porto sino a Capodichino. L'economia camorristica napoletana fattura oltre 40mila milioni di euro l'anno e può disporre di oltre diecimila «soldati» pronti a scendere nelle strade ognuno per la propria famiglia per combattere la propria guerra. Cosa decideranno di fare gli altri maggiori clan campani ovvero i Nuvoletta di Marano ed i Casalesi del casertano? Tale quesito dovrà essere un interrogativo assillante per le forze dell'ordine e l'establishment politico poiché dalle decisioni dei clan dipenderà gran parte del futuro della Campania.


di Roberto Saviano
10 September 2004
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