"A superb piece of investigative reporting on the Camorra" Misha Glenny Times  
Il Mattino
21 March 2008  

Lotta alla camorra, Saviano incalza Veltroni

«Dì qualcosa che nessun mafioso possa mai dimenticare». Bocca: silenzio dei leader sulle minacce dei Casalesi



C’è il silenzio della politica nazionale sulle grandi organizzazioni criminali del Sud Italia. C’è un silenzio assordante nella campagna elettorale dei principali schieramenti politici del Paese. È la denuncia di Giorgio Bocca e di Roberto Saviano, due scrittori che denunciano oggi sull’Espresso l’assenza di una politica alta contro mafia, camorra e ’ndrangheta. L’autore di Gomorra rivolge un appello ai leader nazionali attesi a Napoli e in Campania, con un invito Walter Veltroni (Pd) a prendere di petto l’emergenza criminale del sud Italia. Giorgio Bocca cita invece la richiesta di trasferimento del processo Spartacus di due boss casalesi e sulle potenziali intimidazioni lette in aula a carico della giornalista del Mattino Rosaria Capacchione, del pm Raffaele Cantone e dello stesso Saviano. Da un anno sotto scorta, lo scrittore casertano parla alla politica: «Walter Veltroni sarà a Napoli, pochi giorni prima del voto, lì sappia trovare parole che nessun cittadino e nessun mafioso possano mai dimenticare». Saviano guarda ai programmi dei due principali schieramenti e chiede profilo alto e strategie di lungo respiro: «Mafia è una parola rara e banalizzata, bisogna maledirla per copione e poi dimenticarla in fretta per andare avanti con comizi che devono sempre occuparsi d’altro». Poi aggiunge: «L’hanno formattizzata, diventa un punto in scaletta, per condire l’introduzione del discorso come i saluti di circostanza. O peggio del peggio, da relegare nelle regioni meridionali. I leader di centrosinistra e centrodestra non se ne sono occupati? - mi è stato risposto solo pochi giorni fa -, ma lo faranno più avanti, quando arriveranno nel Sud, lo faranno a Napoli quando chiuderanno la campagna. Lo faranno a sud, come per i rifiuti più velenosi che nessuno sa dove buttare e si mandano a inquinare una terra contaminata e condannata». Non c’è una questione nazionale sui poteri criminali che cingono d’assedio il Sud e le proprie speranze di riscatto, nonostante le continue minacce, nonostante il «ponte» che il crimine organizzato ha stabilito con altri contesti. Saviano cita gli interessi della camorra e della ’ndrangheta nelle regioni padane, la strage di Ferragosto a Duisburg e gli investimenti illegali in nord Europa. Poi la stoccata finale: parlare di tutto ciò rischia di essere impopolare, se non addirittura controproducente. «Parlarne, affrontare il problema significa rischiare di perdere un numero troppo alto di consensi, ecco perché. Così tutti si limitano a commenti di solidarietà con le vittime e gli inquirenti, complimenti alle forze dell’ordine, generici appelli alla moralità e alla lotta alle mafie». Giorgio Bocca interviene sulla Cirami di Bidognetti, letta in aula dal penalista Michele Santonastaso, oggi al centro di un’inchiesta penale. «Un’arrogante provocazione» passata sotto il silenzio dei politici e dei media, denuncia. «L’istanza è irridente e minacciosa. La scarsa attenzione dei politici e dei media si può spiegare con la vigilia elettorale, con la vecchia regola dei politici ”di non parlar di corda in casa dell’impiccato”, qui del sistema mafioso che si è allargato dalla Sicilia all’intero Meridione ed è risalito al Veneto e alla Lombardia. Di solito le istanze per la legittima suspicione - osserva Bocca - vengono depositate agli atti senza darne lettura. Ma in questo caso l’avvocato difensore ha potuto leggerla in aula: 60 pagine di insulti e minacce, senza che nessuno dei magistrati presenti reagisse; non era mai accaduto nulla del genere. La richiesta di legittima suspicione ricorda le dichiarazioni di guerra allo Stato da parte dei corleonesi quando passarono all’uccisione di magistrati e poliziotti». E Bocca conclude così: «Silenzio dei leader moderati, un breve comunicato Ansa di Veltroni e Bertinotti, una telefonata di Napolitano al direttore del Mattino: ”Esageruma nen” (non esageriamo) come diceva Norberto Bobbio».


di Leandro Del Gaudio
21 March 2008
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