"A Bracy look at the evil of the Mafia"
Joseph D. Pistone aka Donnie Brasco
 
Il Mattino
07 May 2008  

Camorra, sui muri le minacce a Saviano



Descrizione

Casal di Principe. Le ultime facce che si erano affacciate sul piazzale, lunedì sera, erano state quelle dello Stato: gli uomini del cerimoniale del Viminale, i funzionari della questura di Caserta, i poliziotti che dovranno presidiare il percorso di capo e vicecapo della Polizia fino a piazza Villa. La scritta è comparsa appena le facce hanno imboccato la superstrada: «Saviano merda». Vernice blu, è ripetuta due volte, come per abbracciare l’intero muro di cinta dello stadio comunale, il biglietto da visita di Casale. È il buongiorno del paese, è la risposta (la provocazione) che arriva, dopo l’odiosa vendetta trasversale - l’omicidio del padre del pentito Domenico Bidognetti - a chi condanna la camorra o, almeno, ne prende le distanze. La solita vedetta, un giovane in auto che dà un’occhiata distratta agli intrusi, si allontana in direzione del centro per tornare dopo una decina di minuti. Il tempo di uno scatto veloce, gli ambulanti che stazionano nel piazzale chiedono di non essere fotografati anche perché, dicono, quella scritta non l’avevano neppure vista. Ha resistito, quell’insulto, fino alle quattro del pomeriggio di ieri, quando il sindaco Cipriano Cristiano l’ha fatto cancellare. «È una vergogna. Chi è stato? Imbecilli, la parte peggiore del nostro paese. Sono pochi ma fanno danni gravissimi. Ecco, l’hanno fatto anche oggi. Voi siete qui per un fatto positivo, per raccontare la Casale che vuole farcela, e invece compaiono le scritte». Promette, Cristiano: «Questa storia finirà, avete la mia parola. Quando tornerete troverete altre scritte, le nostre, quelle dello Stato, quelle dei giovani che credono nella legalità. Troverete i simboli di chi combatte la camorra, la pubblica solidarietà a chi rischia la vita. Alla fine vincerà la Casal di Principe della gente onesta, che poi è la maggioranza. Quella gente, quegli studenti, che il 18 mattina troverete in piazza Villa». Eccolo, il fatto positivo, l’evento istituzionale che diventa appuntamento straordinario, gesto simbolico - e non solo - di risposta civile alla violenza e alle minacce del clan dei Casalesi. Quella mattina, una domenica, a festeggiare la Polizia di Stato e il capo di tutti i poliziotti d’Italia, Antonio Manganelli, accompagnato dal vice Nicola Cavaliere, ci saranno tutti gli studenti del paese. E sarà una «normale» giornata di scuola, presenti in piazza invece che tra i banchi per una pubblica lezione di educazione civica e di legalità. Nell’ellisse di pizza Villa, a due passi dalla chiesa del Santissimo Salvatore e da quella via Salerno che ospitò, nel sottosuolo, il latitante Francesco Schiavone-Sandokan, siederanno i 1150 ragazzi dell’Itc «Guido Carli». Gli insegnanti saranno accanto a loro, con i registri di classe, per annotare assenti e presenti. Ai quali sarà concesso, se vorranno, di recuperare il riposo il giorno successivo. Salvatore Natale, il preside che ha suggerito e promosso l’iniziativa, racconta: «I ragazzi erano un po’ delusi, avrebbero voluto partecipare attivamente alla festa, chiedevano un dibattito autentico, sollecitavano risposte.

L’iniziativa del preside del Tecnico: ragazzi obbligati alla presenza come a lezione di legalità

Potranno parlare, certo, ma in delegazione, come prevede il cerimoniale. Ma ci saranno. Qualcuno mi aveva detto: ”Preside, ma è domenica, e noi usciamo solo il sabato. Che facciamo, saltiamo la discoteca?”. Alla fine abbiamo trovato un accordo: in discoteca ci andranno domenica, e il lunedì, per chi risulterà presente nella scuola all’aperto, non ci sarà lezione. Varrà quella del giorno prima, quella di educazione civica, occasione importante per dimostrare di essere dalla parte dello Stato». E le scritte contro Saviano? «Chi le ha fatte è uno stupido. Nella nostra biblioteca ”Gomorra” c’è, anche se non sono tantissimi i ragazzi che l’hanno chiesto in prestito. E se faremo in tempo, proietteremo qui, a scuola, il film ispirato al libro di Saviano. Sono curioso anche io di sapere cosa ne penseranno».


di Rosaria Capacchione
07 May 2008
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