19 May 2008
Saviano, star sottotraccia al Festival di Cannes
Lo scrittore rifiuta la passerella sul tappeto rosso e i critici accolgono ''Gomorra'' con lunghi applausi
he lo si voglia o no, il vero protagonista di ieri a Cannes non è stato Harrison Ford ancora nei panni dell'archeologo macho in Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo di Steven Spielberg, ma Roberto Saviano anche se nessuno lo vedrà salire la Montées des Marches.
Anzi: proprio perchè nessuno lo vedrà salire la famosa scalinata che richiede ogni giorno l'impegno di decine di operai.
Insomma
per lui nessuna fiction, nessuna frusta e cappello, perchè è minacciato
davvero di essere ucciso. «Rinuncio volentieri alla Montées de Marches,
non è importante. Io sono un caso, ma solo perchè scrivo. Ci sono molti
come me sotto scorta nel mio paese e il mio pensiero adesso va anche a
loro». Così ha detto Saviano, senza troppo spiegare di questa sua
rinuncia al red carpet (è stato però in sala, dove i critici hanno
accolto il film con un lungo applauso), in conferenza stampa ufficiale
di Gomorra , film di Matteo Garrone tratto dal suo libro omonimo che
gli ha procurato le minacce di morte da parte della camorra.
Per lui
misure eccezionali sulla Croisette anche durante la conferenza stampa a
cui ai fotografi è stato impedito, ovviamente per motivi di sicurezza,
di stazionare di stazionare per le solite foto di rito.
Camicia
rossa e faccia da bravo ragazzo rassegnato alla paura, lo scrittore
tradotto in oltre 23 paesi e che ha venduto con il suo Gomorra (edito
da Mondadori) solo in Italia oltre un milione di copie sembra comunque
contento. E ci tiene a dire: «Non ho mai pensato davvero di raccontare
solo di camorra, ma attraverso la camorra quello che accade non solo in
Italia». E per Saviano che ama i numeri e gli aneddoti ne sciorina
qualcuno davanti a una strapiena conferenza stampa applaudita con vero
entusiasmo. «Ci sono stati in trenta anni oltre diecimila morti
ammazzati dalla crimininalità. Molti di più di quelli della Striscia di
Gaza. La Camorra fattura poi centocinquanta milioni di euro l'anno.
Siamo di fronte a dei veri imprenditori. Per fare un esempio - continua
lo scrittore - quando sono crollate le Torri Gemelle a New York, è
stata intercettata una telefonata tra due camorristi che dicevano: “hai
visto quello che è successo? Si è liberato un bello spazio nel centro
di New York”, uno spazio su cui costruiree investire».
Insomma la
volontà di Saviano ribadita più volte è quella di raccontare: «Questo
film può dare ancora più strumenti, fa parte del mio progetto di far
sapere, di raccontare perchè le cose cambino».
Ma il film è diverso
dal libro. «Non c'è il racconto di un boss che potrebbe titillare la
sua vanità. Per me non cambia molto in quanto a rischi. Loro temono non
tanto per quello che si dice, ma perchè si è letti. I cartelli
criminali non negano il diritto di parola, ma che questa parola arrivi
davvero».
19 May 2008
