"Roberto Saviano (...) n’a pas craint d’aller enquêter sur la place du monde" Cynthia Fleury, L’humanité  
Articolo21.info
17 May 2008  

L'allarmante sfida della camorra allo Stato

In provincia di Caserta la camorra ha lanciato un’allarmante sfida allo Stato ed a quanti la combattono con una feroce escalation di omicidi per riaffermare la sua forza e la potestà sul suo territorio.



- Il 13 marzo scorso due capi del clan dei casalesi fanno leggere nell’aula del tribunale , durante l’udienza del processo d’appello “Spartacus”, un “proclama intimidatorio” contro lo scrittore Roberto Saviano, la giornalista Rosaria Capacchione ed il magistrato Raffaele Cantone, contro il quale pochi giorni fa la Procura antimafia di Napoli ha rivelato che la camorra casertana aveva ordinato un piano per ucciderlo.
- Il 2 maggio un gruppo di fuoco uccide Umberto Bidognetti, padre settantenne di Domenico Bidognetti, collaboratore di giustizia.
- Il 6 maggio, pochi minuti dopo che il cerimoniale del Viminale e la polizia, giunti per il sopralluogo, per l’arrivo del loro capo, lasciano Casal di Principe compaiono sui muri dello stadio e delle scuole scritte contro Roberto Saviano.
- Il 13 maggio la camorra incendia la fabbrica di materassi di Pietro Russo, imprenditore antiracket, che aveva denunciato gli estorsori del clan dei casalesi.
- Il 14 maggio nuove scritte di morte contro Roberto Saviano e Rosaria Capacchione
- Il 15 maggio la camorra attua una nuova vandalizzazione della villa confiscata a Walter Schiavone, fratello del capo “Sandokan”, sulla quale lo Stato sta realizzando un progetto di recupero per destinarla ai disabili.
- Il 16 maggio viene ucciso con 23 colpi di due pistole Domenico Noviello, imprenditore che aveva denunciato tre estorsori del clan dei casalesi.

Con l’approssimarsi della sentenza del processo “Spartacus” in corte d’appello, che potrebbe confermare le condanne all’ergastolo per i camorristi, il clan dei casalesi tenta di intimidire magistrati e chiunque la combatta o la contrasti, nonché i collaboratori di giustizia e quanti possano prendere in considerazione la strada della collaborazione. E’ in atto una vera sfida allo Stato, tesa ad affermare verso tutti che la camorra non dimentica e colpisce sempre. Una sfida plateale del clan tesa ad affermare che il territorio è suo e che agisce come e quando vuole. Una sfida quasi tesa a deridere lo Stato. Una sfida del clan lanciata apertamente addirittura alla vigilia dell’arrivo del capo della polizia, il prefetto Antonio Manganelli, che ha scelto Casal di Principe per celebrare la festa della Polizia. Nel Casertano siamo di fronte ad una sfida della camorra allo Stato che fa temere il rischio di altri atti di violenza e di altri bersagli. A fronte dei rischi che crescono nella nostra provincia serve innalzare molto la guardia da parte dello Stato, della Procura e delle forze di polizia per riaffermare la sovranità della legge anche su quel territorio. Serve un’iniziativa forte del Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che convochi il comitato nazionale per l’ordine pubblico sul caso della provincia di Caserta. Serve una risposta ferma dello Stato, ma serve ancora più innalzare su tali problemi una guardia dei media, che è la migliore tutela per le persone esposte(magistrati,scrittori,giornalisti,imprenditori) e il più efficace strumento per stimolare una sana reazione civile ed istituzionale alla barbarie criminale. Serve la “ scorta mediatica” per quanti combattono la camorra e per rafforzare la risposta della società civile. Perciò chiedo all’associazione nazionale Articolo 21 ed alla Federazione nazionale stampa italiana di venire a Caserta per una presa di conoscenza diretta dei gravi rischi aperti in questa terra.


Lorenzo Diana
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