"Leggendo Gomorra bisogna fermarsi e ricordare che non si parla di un territorio africano devastato dalla guerra o di un ex stato comunista, ma della vita di una grande città in una ricca nazione europea" Guardian  
Wuz
16 May 2008  

Gomorra

Il film di Matteo Garrone tratto dal libro di Roberto Saviano: un evento non solo culturale ma anche politico e sociale

La prima domanda che ci si pone non è inerente all'uscita del film, ma è relativa al libro da cui è tratto: come mai Gomorra di Roberto Saviano è da tanto tempo in testa alle classifiche di vendita?



Come mai in un Paese che non ama mai parlare dei propri problemi più seri, ma li mimetizza creandone di fittizi, questo libro così crudo e vero è stato tanto apprezzato?
Come è possibile che in un Paese avanzato e "occidentale" uno scrittore debba essere messo sotto protezione perché rischia la vita per quello che ha scritto?

C'è stata un'indifferenza colpevole da parte di tanto potere politico e della stampa in generale nel combattere e denunciare la criminalità organizzata che in Italia rappresenta la maggiore impresa economica esistente e che si è potuta inserire, su tutto il territorio nazionale, in mille diverse realtà economiche e politiche, stringendo rapporti con la criminalità internazionale e creando appunto un "sistema" quasi invincibile.
Se Saviano, quasi un ragazzo, un giornalista che ha preso sul serio la propria professione, da quasi due anni ha perso la propria libertà perché sotto costante protezione, anche il regista e gli attori di questo film, e la stessa produzione, hanno dimostrato un grande coraggio. Di questo, come cittadini, siamo loro estremamente grati.

La scena su cui si apre il film è agghiacciante nella sua fredda e quasi chirurgica normalità. Un solarium con la sua luce azzurrognola diffusa, un piccolo nucleo di assassini che entrano, uccidono, gettano tranquillamente in un sacchetto le armi usate e se ne vanno: solo il rosso del sangue sotto i corpi abbronzati indica quello che è successo. Niente più che uno dei tanti quotidiani episodi che a Napoli e dintorni, accadono, nessuna emozione, nessuno scandalo.

Ecco gli spettatori introdotti nel clima del film. non c'è un'unica storia, non c'è un solo protagonista, ma tante storie che formano un quadro complessivo, tanti più o meno piccoli personaggi che ruotano intorno a un unico dominante Sistema.
Potere, soldi e sangue. Questi sono i disvalori con i quali gli abitanti della provincia di Napoli e Caserta, devono scontrarsi ogni giorno.
Quasi sempre non puoi scegliere, quasi sempre sei costretto a obbedire alle regole del Sistema, la Camorra.

Cinque vicende s’intrecciano in questo paesaggio violento, un mondo spietato, apparentemente lontano dalla realtà, ma ben radicato nella nostra terra.

Don Ciro è il sottomarino. Paga le famiglie dei detenuti affiliati al suo clan, che comanda incontrastato il territorio. Scaltro, discreto, svolge il suo compito senza mai immischiarsi. Ma quando questo potere si sfalda non sa più da chi deve prendere ordini e deve pensare alla propria sopravvivenza.

Totò ha tredici anni e non vede l’ora di diventare grande. Così, gradino dopo gradino, fa il suo apprendistato nella scuola della vita, finché un giorno si trova a dover prendere una decisione, una scelta dalla quale non potrà tornare indietro.

Marco e Ciro credono di vivere in un film di Brian de Palma, ma sono solo due cani sciolti che con le loro bravate disturbano la routine degli affari del “sistema”.

Roberto si è laureato e ha voglia di lavorare. Franco gli offre una grande opportunità, un lavoro sicuro e con grandi prospettive di guadagno: un lavoro nel campo dei rifiuti tossici. Un lavoro troppo scomodo per la coscienza di Roberto.

Pasquale è un sarto eccellente che lavora grazie agli appalti delle case d’alta moda in una piccola fabbrica a nero. La concorrenza cinese gli propone di insegnare i segreti del mestiere ai suoi operai. Sedotto e gratificato dalla richiesta, accetta, compromettendo la propria vita.


Qualche parola va spesa per raccontare al pubblico due delle figure più significative del film: il regista e uno degli interpreti più noti al grande pubblico, mentre la maggior parte degli attori sono stati presi direttamente dai luoghi in cui la vicenda è situata: Matteo Garrone e Toni Servillo.


Grazia Casagrande

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