Vivere e morire a Gomorra
Tra i poveri, ci sono soldi dappertutto: chi li conta, chi li distribuisce, chi li incassa, chi li promette, chi li usa per pagare ai bambini i piccoli servizi criminali resi. I camorristi sparano come se allontanassero le mosche, con frequenza e impassibilità, senza pensiero: i colpi sono secchi, senza eco. Nel 'Paese d'o sole' il cielo è nebbioso, pesante. Le scenografie ferrigne delle case, fatte di scale, passaggi, pianerottoli, corridoi, piccole stanze senza aria e senza spazio, spiegano il nervosismo perenne. Due ragazzetti in costume da bagno sparano raffiche verso il mare, verso il nulla: per il piacere di sentirsi vivere in un film. Un sarto che lavora agli appalti dell'alta moda guarda la tv, indosso a Scarlett Johansson sul tappetto rosso del Festival di Cannes, un vestito fatto da lui. I giovanotti camorristi con la catena d'oro al collo inseguono l'estetica pubblicitaria: cabina abbronzante, depilazione delle sopracciglia, manicure. Insicurezza, esitazioni, rimorsi: zero.
'Gomorra' di Matteo Garrone, magnifico film, è il contrario del libro di Roberto Saviano. Se il libro informa e rivela, denuncia e protesta, il film è un lavoro antropologico di notevole grandezza umana
'Gomorra' di Matteo Garrone, magnifico film, è il contrario del libro di Roberto Saviano da cui è tratto (1 milione e 200 mila copie vendute in Italia da Mondadori, 33 traduzioni in altre lingue: un successo mai visto). Se il libro informa e rivela, denuncia e protesta, il film è un lavoro antropologico di notevole grandezza umana, un'analisi della criminalità come modo di essere e di vivere (non di quello che il criminale fa, progetta o guadagna). La sola eccezione è forse il bravissimo Toni Servillo, delinquente in giacca e cravatta con una sfumatura di disordine cialtrone: bisogna vederlo, trattando con un industriale l'eliminazione illegale di rifiuti tossici, assicurare "La nostra azienda può smaltirne 800 tonnellate".
È un'altra umanità, grazie pure agli attori molto bravi e ai dialoghi in dialetto con sottotitoli, quella che la luce cupa di 'Gomorra' racconta magnificamente.
Gomorra
di Matteo Garrone
con Toni Servillo, Gianfelice Imparato,
Salvatore Cantalupo, Maria Nazionale
di Lietta Tornabuoni
