26 May 2008
Servillo: "Contento per i registi"
"Garrone e Sorrentino meritano premi"
"Sono due grandi facitori di immagini. Unica differenza: Paolo (Sorrentino) ha il film in testa, mentre Matteo (Garrone) sa già quello che vuole, ma coglie anche l'attimo'': così Toni Servillo, interprete dei due film italiani vincitori a Cannes, commenta questa duplice vittoria.
'E' stato veramente commovente vederli abbracciati e sono più contento che abbiano vinto loro che io".
Comunque - ha aggiunto l'attore quest'anno premiato con il David di Donatello - sta vincendo anche il pubblico e le realtà complesse che questi due film hanno portato sullo schermo con originalità di linguaggio''.
Sorrentino chiarisce invece qualche punto riguardo il suo film. "Volevo fare solo un bel film, non sono un regista politico militante. Perché Andreotti? Perché si può raccontare l'Italia in tanti modi. Non era comunque un attacco a lui'':
(Afp)
"Se parli di Andreotti in fondo parli d'Italia. Di una sola cosa sono contento: che non ho vinto il premio per la sceneggiatura perché avrei dovuto condividere il premio con lui. Molte battute nel film sono sue originali", ha detto neppure troppo scherzoso.
Sorrentino ha mandato anche un messaggio a chi ha criticato il suo film dicendo: ''ora con i premi cresce il numero delle persone che saranno necessariamente contente del Divo''. E ancora su Andreotti: "L'ho scelto perché è un personaggio incredibilmente cinematografico''. Sull'uso del titolo "Il Divo", il regista spiega che era una definizione di Mino Pecorelli, il giornalista di Op per il cui omicidio finì sotto processo come presunto mandante Andreotti. "Pecorelli lo chiamava così sia per la sua presunta mondanità sia per il suo cattolicesimo".
Infine Sorrentino ha un pensiero per Garrone ("i nostri sono film complementari") e per il presidente della giuria Sean Penn, che ha detto di amare un altro suo film, "Le conseguenze dell'amore": "Detto da uno che ha fatto 'Into the wild' è più del premio che ho ricevuto sulla Croisette".
