"Gomorra è un'opera pregevolissima, mirabile e coraggiosa" Giancarlo Caselli, Procuratore generale di Torino  

Cinema – Il Festival di Cannes sorride a due registi italiani

Il Grand Prix è stato assegnato al film di Matteo Garrone “Gomorra” e il premio della Giuria al film di Paolo Sorrentino “Il Divo”

CANNES - Il vento di tempesta che ha spazzato stasera la Montee des Marches per la serata di chiusura del festival di Cannes è stato foriero di vittoria per il cinema italiano, che dopo sette anni è tornato stasera nel Palmares con il Grand Prix al film di Matteo Garrone "Gomorra" e il premio della Giuria al film di Paolo Sorrentino "Il Divo".



La serata, condotta dal presentatore francese Eduard Baer, è stata sotto il segno dell'emozione, quella con cui il presidente della giuria Sean Penn l'ha aperta parlando di «un'esperienza di passione condivisa», di «grandi discussioni costruttive» e della volontà «di premiare film che non fossero premiati altrove», ribadendo così la volontà di Cannes nella ricerca del talento cinematografico al di là delle convenzioni e del mercato. Penn ha parlato con grande trasporto e alla fine della serata era vicino alle lacrime. La pattuglia dei "gomorriani" e quella dei "divi", così come i cronisti italiani li avevano ribattezzati, era arrivata davanti la Montee des Marches con sorrisi giganteschi e visibile soddisfazione, a condurli era uno stracontento Toni Servillo, protagonista per entrambi. Anche Sergio Castellitto, il giurato italiano del 61° festival, aveva salito i gradini del palazzo del cinema con buonumore palese. Sorrentino, per paura di bloccarsi per l'emozione, si era anche preparato un foglietto con su scritti i nomi da ringraziare. Assenti sulla Croisette l'autore di "Gomorra", Roberto Saviano, e gli incantevoli ragazzi non professionisti del film che avevano vissuto i giorni del festival come una festa incredibile, vestiti eleganti come mai nella vita e in un contesto così diverso dal loro (uno era riuscito anche ad imbucarsi alla conferenza stampa di Sanguepazzo per una foto con Monica Bellucci da incorniciare).
Altri ragazzi, venti quasi, tutti spontanei, nessun professionista, facce di molti colori hanno invece partecipato alla serata: gli studenti del professore Francois Begaudeau della Classe di Laurent Cantet che dopo 21 anni ha riportato la Palma d'oro in Francia. Un premio applaudito anche dalla stampa internazionale che seguiva la serata in altre sale. Stasera si è visto Roman Polanski che aveva mancato l'appuntamento con il festival quando martedì 20 era stato presentato il documentario di Marina Zenovich sul suo processo in America. Assente invece Sandra Corveloni, la mater dolorosa dei ragazzi brasiliani di Linha de passe: a ritirare il premio per lei sono stati i registi Walter Salles e Daniela Thomas. Sorridente sui gradini, molto meno all'uscita, il regista israeliano di Waltz with Bashir, Ari Folman, tra i favoriti del Palmares per la sua toccante animazione sul massacro di Sabra e Chatila e rimasto a bocca asciutta dopo essere stato richiamato sulla Croisette.


Alessandra Magliaro
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