"Gomorra ha spazzato via l’indifferenza imbarazzata con cui venivano accolte di solito le storie di Camorra in Italia" John Dickie Guardian  
Blogosfere
29 May 2008  

Stato, camorra, rifiuti e luoghi comuni

In questi giorni, lo ha ricordato anche la Deb in un recente post, va di moda spiegare agli italiani che i cittadini che protestano per la realizzazione delle discariche e degli inceneritori sono "oggettivamente" complici, sia pure involontariamente, della camorra, che ha finora gestito centinaia di discariche abusive in tutto il territorio.



Ma le cose stanno davvero cosi?

Secondo me, invece, è piuttosto vero il contrario; i cittadini dei Comuni in cui dovrebbero sorgere le discariche autorizzate e realizzate, manco a dirlo, a norma, sono stufi di servire da ricettacolo dei peggiori liquami e scorie tossiche d'Europa, grazie al collaudato processo secondo il quale si parte dalle cave abusive che poi diventano discariche abusive e poi aree edificabili, più o meno abusive.

Hanno la ragionevole certezza che la migliore delle discariche e il più moderno termodistruttore verrebbero utilizzati, al di la di qualunque autorizzazione, per far scomparire i peggiori veleni, in barba a qualunque regola.

Esagerazioni?

Fantasmi?

Saviano, il giovane scrittore autore del best seller Gomorra , ci ricorda, nelle ultime pagine del libro, che su 17 ditte autorizzate allo smaltimento dei rifiuti in Campania ben 15 sono risultate direttamente amministrate dalla camorra.

Con queste premesse si può facilmente immaginare chi gestirebbe, nel concreto lo smaltimento dei rifiuti ed il conferimento nelle nuove discariche o inceneritori ( pardon: termovalorizzatori). Si: la camorra, stato o non stato.

Del resto si può capire che quest'ultima ha tutto l'interesse a far realizzare discariche regolari e impianti di termodistruzione moderni sicuri (?) ed efficienti.
Smaltire una tonnellata di rifiuti tossici in modo illegale può rendere 300-500 euro.

Smaltire la stessa tonnellata in una discarica autorizzata ne rende, invece, anche 4000.

Insomma la gente protesta perché sa come andranno le cose, lo sa anche troppo bene, è stufa è stanca ed ha finalmente preso il coraggio non tanto di schierarsi contro i celerini quanto di mettersi per traverso agli evidenti interessi di qualcuno ben più pericoloso di loro. E' il coraggio della disperazione di chi "combatte" non per se ma per i figli, di chi sente di non poter ancora arretrare, di non aver più nulla da perdere.

Lo stato, per tutta misura, manganella.

In questo modo, OGGETTIVAMENTE consegnando, forse definitivamente, in mano alla malavita organizzata un altro pezzo di paese.

Cosa fare?

Beh, magari si potrebbe prendere esempio da quelle decine di comuni campani dove la raccolta differenziata funziona e poi, sempre magari, si potrebbero allontanare le imprese in odor di camorra.

E poi, magari, si potrebbe creare un consorzio di comuni limitrofi ugualmente chiamati a gestire i rifiuti prodotti nella loro area.

E poi, magari, prendendo ad esempio province limitrofe, si potrebbero sperimentare tecnologie nuove, come il dissociatore molecolare, che promette una stabilizzazione dei rifiuti di gran lunga piu' sicura degli inceneritori...

Si....magari.

 


Pietro Cambi
29 May 2008
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