29 May 2008
Come riconquistare la fiducia della Campania
Rifiuti tossici e nuove discariche
Barricate, cittadini che protestano, roghi che mandano bagliori nella notte, spazzatura di nuovo drammaticamente per le strade ed ecco Napoli ancora su tutte le reti televisive e i giornali, nazionali ed internazionali: tavole rotonde, pareri, rilancio del tema "responsabilità", che rimbalza come una palla da destra a sinistra e viceversa, presenza forte dello Stato supportata o contestata, 25 persone indagate e così via.
Qualche mese fa scrissi varie lettere ai giornali, auspicando l'intervento dell'esercito per un costante presidio e, quindi un'efficace protezione, delle discariche contro il traffico illecito dei rifiuti tossici.
Feci notare, inoltre, la mancanza di solidarietà delle regioni del Nord che rifiutavano la spazzatura campana, pur sapendo quanto fossero coinvolti alcuni industriali settentrionali (purtroppo mai individuati e puniti) nello smaltimento di sostanze nocive sul nostro territorio. Nel corso di numerosi anni, infatti, progressivamente ed in silenzio, sotto il naso degli ignari cittadini campani si sono accumulate montagne di spazzatura, ricca di orrende e svariate scorie (perfino radioattive!): una vera e propria devastazione, un'allucinante catastrofe ecologica che dissemina morte e malattie tra persone, animali e piante, che distrugge attività agricole e commerciali e allontana i turisti dalla regione.
Finché, tuttavia, la spazzatura non ha inondato le strade con i suoi maleodoranti sacchetti e coraggiosi libri, film e documentari non hanno messo fino in fondo "il dito nella piaga", la gravità e soprattutto la vastità del problema dei rifiuti tossici non erano ancora completamente emerse. I Napoletani sapevano che la raccolta della spazzatura era legata a traffici illegali, ma non erano ancora informati sui veleni riversati nelle discariche, lecite o illecite, presenti sul territorio.
Ora la gente è anche troppo informata e non ha più fiducia di nessuno! Intanto la situazione diventa sempre più grave ed il caldo opprimente di questi giorni certamente non giova.
Raccolta differenziata e termovalorizzatori sono le soluzioni indicate, ma ovviamente non si possono realizzare subito. Questa grave emergenza, invece, richiede decisioni veloci, concrete e condivise.
E, mentre la Sardegna si prepara ad accogliere i rifiuti e si fa ancora il nome della Germania che li vuole, ma a caro prezzo, non si capisce perché non si possa portare almeno un po' di innocua spazzatura urbana,non tossica, anche al Nord, magari aprendo là qualche discarica per solidarietà verso i propri fratelli, gli ITALIANI del Sud, che rischiano di morire di gravi malattie e non solo!
Da un rapporto di "Save the children", infatti, redatto da 73 organizzazioni, emerge che in Campania il 27% delle famiglie con prole numerosa è in condizioni di estrema indigenza e che oltre il 27% dei bambini abbandona prematuramente gli studi e va ad ingrossare le file del lavoro "a nero" e della prostituzione. Secondo gli ultimi dati ISTAT, inoltre, il flusso migratorio dal Sud verso il Nord sta aumentando ed è ora un fenomeno che coinvolge anche "laureati con la valigia".
R. Saviano, inoltre, nel suo libro Gomorra, ha validamente individuato le cause dei gravi problemi campani nelle connessioni tra criminalità e potere politico-economico, non solo locale, ma nazionale ed internazionale, ed ora anche il film premiato a Cannes, sia pur in modo meno incisivo ed approfondito rispetto al libro,mostrerà a tutto il mondo il tragico coinvolgimento di bambini ed adolescenti nei traffici illeciti. I riflettori tragicamente accesi sulla Campania,dovrebbero far comprendere a tutti gli Italiani che questo non è il momento di gretti egoismi regionali, ma di solidarietà nazionale nel cercare soluzioni giuste e condivise.
Se una terribile ferita viene inferta ad un organo vitale e non viene curata in tempo, prima o poi tutto il corpo s'infetta e muore.
La Campania va curata, bonificata e riportata al suo antico splendore. Non potrebbe essere anche questa una GRANDE OPERA?
Ora il medico, in questo caso lo STATO, deve riconquistare la fiducia di questa regione con medicine efficaci, per una pronta guarigione.
Giovanna D’Arbitrio
29 May 2008
