"Gomorra è fedele ai fatti"
Raffaele Cantone, Pm antimafia
 
L'Unità
19 May 2006  

Camorra e Gomorra



Adesso i problemi premono. Anni di incuria, di disinteresse, persino di negazione dei fatti in nome di una rassicurante immagine di positività non hanno contribuito a risolverli. Senza contare l'incompetenza e la complicità. Sembra, per esempio, non preoccupi troppo che lo Stato non sia in grado di esercitare la sua piena sovranità in quattro regioni italiane come la Sicilia, la Campania, la Calabria, la Puglia ,in mano, spesso capillarmente , ai poteri criminali. Dimenticando più o meno dolosamente , che la questione meridionale rimarrà senza soluzione se non vengono tolti di mezzo i condizionamenti della mafia, della camorra, della ‘ndrangheta. La conoscenza della società nazionale è relativa , lo si è visto anche dallo stupore causato da certi risultati elettorali. L'informazione del sud è assai povera. Occorre quindi rallegrarsi per l'uscita di un libro , GOMORRA, di Roberto Saviano , pubblicato da Mondadori che ha per sottotitolo "Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra". Saviano ha 26 anni, si è laureato in Filosofia all'Università di Napoli con una tesi su Max Weber e sta arrabbattandosi nella sua città come tanti suoi coetanei. E' un bel libro, il suo, narrazione, inchiesta, saggio sociopolitico, antropologia culturale sul campo. E' nato uno scrittore. Che sublima, con la sua capacità di raccontare , la materia sanguinante di cui scrive. E fa apparire ben miseri tanti romanzi che escono ogni giorno, protagonisti gli amori spezzati delle giovani coppie, le crisi coniugali, i disagi della vita d'ufficio. La diversità e il valore di questo libro non stanno però soltanto nei contenuti, ma nel modo di raccontare, nell'impasto dei generi reso con sapienza da uno che ha letto tutti i libri, ma che sa quanto contano l'uomo e quello che fa. Saviano, con la sua passione mascherata, va sempre a vedere quel che succede e trova ogni volta qualche particolare in più, essenziale per capire un mondo crudele e incancrenito. GOMORRA è un test che dimostra la superiorità della scrittura , il riscatto della parola:anche le più sofisticate tecnologie non sono in grado di eguagliarla. Un libro simile è quindi un atto di speranza. Per cercar di comprendere un mondo dove la vita non conta nulla e la morte è di casa tra le ossa spezzate , crani sfondati e sangue che scorre. Saviano va dunque a vedere. Pericolosamente. Si intrufola , si mescola, guarda da vicino gli uomini, le donne, i ragazzi. Col suo vespino sembra un personaggio da film. Scrive in prima persona, ma il suo io è sommesso, privo di compiacimento.

La diversità e il valore di questo libro non stanno però soltanto nei contenuti, ma nel modo di raccontare, nell'impasto dei generi reso con sapienza da uno che ha letto tutti i libri, ma che sa quanto contano l'uomo e quello che fa

Sembra quasi che si scusi di usarlo,ma è indispensabile nell'intreccio narrativo del suo libro. Che dà di Napoli e di certi paesi della Campania immagini non di maniera. Spiccano i ragazzi, gli adolescenti imbrigliati nella camorra che tra i suoi addetti ai lavori viene chiamata il "Sistema" . Indossano giubbotti antiproiettile , a 15 anni sono già dei capi, danno ordine senza soggezione a quarantenni e cinquantenni. La loro scalata al potere all'interno dei clan è feroce. Cominciano a fare i pali , poi i pusher, poi i capizona ed altri ruoli. Gli viene dato il "ferro" , la pistola e la usano , poi useranno il Kalashnikov sulla carne viva dopo essersi esercitati sulle vetrine dei negozi. Il denaro è il grande miraggio. Nella scala dei desideri prima viene il cellulare, poi lo stereo ,poi il motorino,poi l'auto.
"Appartengo al Sistema di Secondigliano", "Appartengo al Sistema dei Quartieri", si sente dire nelle botteghe e nei supermercati e nessun commerciante chiede a quei giovanissimi di pagare quel che dovrebbero . Ricorda Saviano la lettera di uno di loro rinchiuso in un carcere minorile "Tutti quelli che conosco o sono morti o stanno in galera. Io voglio diventare un boss. Voglio avere negozi, supermercati, fabbriche, voglio avere donne. Voglio tre macchine , voglio che quando entro in un negozio tutti mi devono rispettare,voglio avere magazzini in tutto il mondo. E poi voglio morire. Ma come muore un uomo vero, uno che comanda veramente. Voglio morire ammazzato".
Il libro è un mosaico di storie terrificanti. La morte di Emanuele caduto sul lavoro - le rapine- a parco Verde a Caivano, miniera per la manovalanza camorristica; Gelsomina Verde sequestrata, torturata, bruciata,perché aveva scelto di stare con un ragazzo vicino agli Spagnoli , al clan avverso ai Di Lauro; Edoardo, seviziato per ore "Gli avevano tagliato le orecchie, mozzato la lingua, spaccato i polsi, cavato gli occhi con un cacciavite da vivo, da sveglio, da cosciente".
GOMORRA fa un quadro tremendo della camorra che ha ucciso più di tutti in Europa: "Tremilaseicento morti da quando sono nato".In un inarrestabile flusso di parole racconta le storie di Ciruzzo o'milionario, di lemon, di punt' e curtiell, di Menelik, di Cicciotto di Mezzanotte, di Sandokan. Ma non indulge mai sul folclorico. L'analisi del linguaggio gli serve anch'essa per capire.Saviano arriva puntuale sul posto dei delitti e delle stragi come un libero ispettore. Fa parte dell'Osservatorio sulla Camorra e l'Illegalità, ma viene lasciato in pace dai soldati del "Sistema". Vede le donne che scendono furenti in piazza quando la polizia arresta qualcuno nel quartiere e lo fanno per mostrare che non hanno tradito il boss. Vede i ragazzi del "Sistema"- che ha anche un direttorio-rilassarsi in pizzeria;descrive il porto, i giganteschi traffici dei cinesi che approdano a questo importantissimo ombelico del mondo con le loro merci perfettamente griffate; descrive i funerali strazianti; il Rione Terzo Mondo, enorme; descrive Secondigliano, Scampia,Piscinola; spiega il meccanismo economico che prende il via dal traffico della droga,il capitale maggiore, e arriva all'imprenditoria diffusa e non dilettantesca di fabbriche, fabbrichette, capannoni illegali.
Racconta anche, in altro registro narrativo,l'umana vicenda di Pasquale, grande sarto, inimitabile conoscitore di tessuti e di tagli, ricercato come una perla rara anche se malpagato. Una sera Pasquale aveva acceso la tv. Era la notte degli Oscar. Angelina Jolie, sul palcoscenico, indossava un completo di raso bianco, bellissimo. Uno di quelli che gli stilisti italiani offrono alle star contese. L' aveva cucito Pasquale in una fabbrica in nero ad Arzano. Gli avevano detto soltanto "Questo va in America". Nient'altro. Ricordava bene le misure, il taglio del collo, i millimetri dei polsi. "Ricordava ancora il corpo nudo che ogni sarto si immagina". Nessuno l'aveva avvertito, fu per lui un'offesa atroce. Non volle più fare il sarto. Non volle più cucire nulla. Andò a guidare i camion, trasporta ora ogni tipo di merce, legale ed illegale.
"Il pianto di Luisa (la moglie di Pasquale) mi sembrò un giudizio sul governo e sulla storia. Non uno sfogo. Non un dispiacere per una soddisfazione non celebrata. Mi è sembrato un capitolo emendato del Capitale di Marx, un paragrafo della Ricchezza delle Nazioni di Adam Smith , un capoverso della Teoria generale dell'occupazione di John Maynard Keynes, una nota dell'etica protestante e lo spirito del Capitalismo di Max Weber .(...) Non era un atto disperato, ma un'analisi .Severa, dettagliata, precisa, argomentata.Mi immaginavo Pasquale per strada, a battere i piedi per terra come quando ci si toglie la neve dagli scarponi. Come un bambino che si stupisce del perché la vita debba essere tanto dolorosa". E' un pentolone ribollente ed ossessivo , Gomorra. Perché si fa finta di non vedere, di non sapere e si parla della camorra -il Sistema- solo quando si scontrano le bande?


Corrado Stajano
19 May 2006
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