"One of the most informative books ever written about organized crime in Italy" Joseph D. Pistone aka Donnie Brasco  
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06 June 2008  

Gomorra & Il Divo ci hanno mostrato il bianco e nero della vita

In questi giorni due film stanno spopolando nei botteghini italiani e internazionali, dopo i clamorosi consensi e i premi raccolti sulla Croisette al festival di Cannes. Mi riferisco a "Gomorra" di Matteo Garrone e a "Il Divo" di Paolo Sorrentino. Qual è il trade d'union tra "Gomorra" e "Il Divo"? Lo Stato, quello italiano e il potere.



Ma cosa è storicamente lo Stato italiano? Gli storici sono divisi da sempre sull'opera della cosiddetta "unificazione nazionale" che si è compiuta nel corso delle guerre "risorgimentali". Alcuni sostengono che furono imprese di conquista coloniale, derivate e causate da due tendenze occulte e cospirative: massoneria e mafia. Se prendiamo per buona questa teoria storica, è facile dedurre che la creazione dello Stato italiano è avvenuta sotto l'egida di poteri occulti, eversivi e reazionari. Ma ancora oggi lo Stato si basa sul connubio tra vari gruppi di potere affaristico-criminale come la mafia e la massoneria? Beh, vedendo i due film, uno neorealista, l'altro surrealista, premiati a Cannes, è facile trarre le conclusioni: lo Stato italiano è uno Stato massonico-mafioso. E non è un mistero che l'intreccio tra criminalità mafiosa e camorrista, da un lato, e criminalità massonico-piduista, dall'altro, costituisca un elemento costante e ricorrente nella storia italiana contemporanea. Anche se la realtà e la storia del nostro Paese è molto più complessa, dei punti di vista di Garrone e Sorrentino. Di solito quelli che stanno nelle gradinate basse non vedono quasi niente della politica che si fa in alto. Comunque sia "Gomorra" sia "Il Divo" ci hanno mostrato il bianco e nero della vita. Forse con questa miscela abbiamo una visione grigia dell'esistenza italiana. Ma il grigio non è il peggior colore del nostro Paese, se si pensa al sangue che si versa nel Mezzogiorno fino alle altre più o meno cruente tragedie nel mondo. L'anello di congiunzione tra i due film, è il potere. Criminale o politico, non ha importanza. E' il potere che logora. E' la causa dei nostri Sud. Il Sud, infatti non è un punto cardinale come un altro. Qualcuno ha voluto che fosse messo sotto. Perciò gli tocca esser notturno. E troppe cose sono oscure nel Sud. C'è l'intreccio tra mafia e politica che non fa passare la luce del sole. Se qualcuno fa luce, viene folgorato. E torna di nuovo la notte. Ma la mafia, non è un fenomeno provinciale, né tantomeno notturno. La si può accusare di tutto ma non di essersi bloccata in Sicilia e nè di agire solo con la luna piena. Per vie oscure, ma non sotterranee, è arrivata dappertutto. Ovviamente ha scelto posti sicuri, protetti, in luoghi di comando. E non molla il potere...il fenomeno più seducente del "made in Italy". Tutti al cinema dunque ad applaudire due film di successo. Poi quando ritorniamo a casa, finito l'effetto ottico di denuncia, abbiamo tutti in testa gli affari, a cominciare dagli affari nostri. In fondo non vogliamo sapere chi c'è dietro e cosa altro c'è sotto. Siamo onesti: odiamo ciò che è complicato e profondo. Adoriamo ciò che resta in superficie, come la tv che esclude gli approfondimenti. E la mafia e la politica, questo lo sanno.


Anna Germoni
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