"A Bracy look at the evil of the Mafia"
Joseph D. Pistone aka Donnie Brasco
 
La Repubblica
27 October 2007  

Come sta la verità nel paese di Gomorra

2007 by Roberto Saviano published by arrangement with Roberto Santachiara Agenzia Letteraria

Verità è ciò che più mi ossessiona. E' l'ossessione del libro. La verità non è misurabile:parametri, prove, risultati di indagine,non dicono mai la verità ma si avvicinano a essa, ne circoscrivono il campo. Ciò che forse si è in grado di valutare è la possibilità di riuscire ad articolare la verità, i suoi spazi, i suoi perimetri,le condizioni in cui si genera.



Quanto spazio oggi ha la verità, il racconto di essa? Le verità più palesi,quelle più nascoste, riescono ad esser rivelate? Gli istituti di ricerca internazionali hanno il compito di monitorare ogni aspetto della vita sociale, politica, economica delle singole nazioni o del loro interagire a livello globale. Devono continuamente raccogliere dati, aggiornarli con la massima velocità,sfornarli. Quel che però tali dati non dicono, è su quali parametri si misura la valutazione finale, la lettura di quanto è stato messo assieme. Per questo ci vuole una chiave di lettura, un metro di misurazione,un parametro. I parametri che gli istituti di ricerca mandano come il raggio di una spada laser attraverso la fitta coltre dei dati sembrano di una semplicità sconcertante. Per comprendere d'immediato l'andamento della crescita economica di un paese e confrontare i dislivelli di ricchezza planetaria, si è stabilito un indice di misurazione basato sul prezzo del Big Mac , il panino più famoso di Mc Donald's. Più l'hamburger costa caro, più l'economia del paese è in forma. Allo stesso modo per valutare l'osservanza dei diritti umani, si valuta il prezzo a cui viene venduto il kalashnikov. Meno costoso è il mitra,più facilmente è accessibile il più letale e leggero strumento di morte, più i diritti umani sono violati.

Il livello di percezione sismica della verità in questo paese, il suo battito fioco è rinvenibile nel polso di molte situazioni ignorate, appena sfiorate nelle cronache locali,lasciate come picchi isolati:episodi trascurabili per chi interpreta un tracciato

Come valutare lo stato della verità in Italia?Lo stato della possibilità di dirla, di rintracciarla? Il livello di percezione sismica della verità in questo paese, il suo battito fioco è rinvenibile nel polso di molte situazioni ignorate, appena sfiorate nelle cronache locali,lasciate come picchi isolati:episodi trascurabili per chi interpreta un tracciato. Un giudice- più di un giudice-che stava per esser fatto saltare in aria con chili di tritolo, un prete costretto ad allontanarsi dalla propria parrocchia, un altro che deve dosare le proprie parole durante le omelie altrimenti non potrà più pronunciarle, un sindacalista ammazzato per aver difeso i diritti dei lavoratori, anzi i diritti di chi voleva portare avanti un piccolo commercio indipendente anche solo sulle bancarelle del mercato. Se raccontassi questa vicende a una cena, in una qualsiasi città di questo paese , i miei commensali rimarrebbero così perplessi da faticare a credermi. O alla meglio direbbero che sono storie passate, di decenni trascorsi, di territori circoscritti. Storie siciliane lontane, storie finite. Parlo del mio tempo invece, direi ai commensali. E del vostro paese, aggiungerei. Spesso quando gli altri mi parlano dell'Italia con i suoi problemi di disorganizzazione, i drammi burocratici, l'urbanistica sregolata, il traffico che sottrae tempo e vita come di una parte scadente d'Europa che è pur sempre Europa, è come se sentissi di vivere in un paese che non conosco. Io conosco un paese dove la vita di ciascuno sconta l'assenza dei principi primi. Decidere di non emigrare. Decidere di poter chiedere uno straordinario senza venir licenziati, decidere di aprire un negozio senza almeno orientarsi automaticamente su determinate forniture, decidere di prestare la propria testimonianza senza temere ripercussioni.

Un'espressione catalana mi ha sempre dato la misura di quanto sia complesso rintracciare la verità: "quando c'è una inondazione la prima cosa che manca è l'acqua potabile". E nel caos delle notizie vuoi capire davvero cosa sta accadendo. Vuoi acqua potabile

Poter lavorare a una indagine senza avere contro l'intera regione. Ciò che sembra essere assodato altrove, ciò che è sancito per diritto, meccanismo cui si accede per default come direbbero gli informatici, qui non ha valore. Ci sono luoghi e situazioni dove non è possibile pronunciare dei nomi, dove il solo fare il proprio lavoro inizia ad essere un elemento che espone al pericolo. Dove ciò che dovrebbe essere semplice come indicare un errore, segnalare un disastro, decidere di denunciare o soltanto dirlo, chiederlo, pretenderlo, comporta sacrificio. Rischio. Fuga. Pericolo di morte. Questo accade in Italia. C'è da chiedersi e me lo chiedo spesso, se è la rabbia che mostra soltanto il male, come se generasse uno strabismo dello sguardo orientato verso qualcosa che vive nascosto, e la rabbia lo scova. Come se ciò che ti gira nello stomaco, simile a una bestia chiusa al buio che non riesce a trovare vie di fuga, ti imponesse di non pensare ad altro, ti condannasse alla ossessione di pensare a ciò che non si può esprimere, pensare a come si possa esistere stretti tra poteri sempre più invasivi che non ti permettono di vivere come vorresti. Ma ignorarlo, ignorare tutto questo è impossibile. Un'espressione catalana mi ha sempre dato la misura di quanto sia complesso rintracciare la verità: "quando c'è una inondazione la prima cosa che manca è l'acqua potabile". E nel caos delle notizie vuoi capire davvero cosa sta accadendo. Vuoi acqua potabile. Quanto vale la verità in questo paese? Dove possono essere racimolate le storie che ne tracciano i contorni? L'attenzione diviene determinante poiché è l'attenzione che permette che non ci sia oblio su queste vicende. Ma l'unica attenzione è quella del racconto. Il Teatro muta in voce ciò che è parola, concede viso, copre con un mantello di carne le parole,senza opprimerle anzi scoprendole dandole epidermide e quindi rendendo storie di un luogo d'ogni luogo, una faccia tutte le facce, e questo è ciò di cui il potere, qualsiasi potere ha più paura. Perché non hanno più volti i loro nemici, ma ogni volto può divenire nemico. La potenza dello spazio teatrale come luogo che interrompe la solitudine che permette una diffusione di verità fatta di timpani e sudore, di sguardi e luci fioche, mi pare oggi più che in altri tempi necessario. Una verità detta in solitudine non è altro che una condanna in molta parte di questo paese. Ma se rimbalza sulle lingue di molti, se viene protetta da altre labbra, se diviene pasto condiviso,smette di essere una verità e si moltiplica, assume nuovo contorni, diviene molteplice e non più ascrivibile solo ad un viso, ad uno scritto,ad una voce. Ed il simposio, la tavolata, il banchetto in cui ciò può avvenire, mi piace pensare possa essere anche la scena. Bisognerebbe pretendere che l'attenzione continua e straripante data alle dichiarazioni dei politici si asciugasse, e che fosse fatto spazio per un costante e polifonico racconto del paese. Pretendere che si moltiplichino racconti per conoscere e capire come unica condizione per prendere piena cittadinanza in questo paese, per capire davvero quali dinamiche lo governano, per conoscere cosa accade al di là dei tafferugli della politica. Come in una pagina di Victor Serge, quando durante un processo nella Russia di Stalin dinanzi al giudice che non ammette altro che fedeli e traditori, l'imputato innocente trascinato in gabbia digrigna tra i denti :"nonostante tutto, la verità esiste".


2007 by Roberto Saviano published by arrangement with Roberto Santachiara Agenzia Letteraria
27 October 2007
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