"Gomorra è un'opera pregevolissima, mirabile e coraggiosa" Giancarlo Caselli, Procuratore generale di Torino  
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16 June 2008  

Camorra, processo Spartacus: iniziata camera di consiglio

NAPOLI (Reuters) - E' iniziata oggi intorno alle 11.30 la camera di consiglio che emetterà la sentenza del processo d'appello Spartacus contro diversi esponenti "eccellenti" del clan dei Casalesi.



Sono 36 gli imputati, di cui 16 già condannati all'ergastolo in primo grado e cinque latitanti, questi ultimi ritenuti tutti uomini di elevato "spessore" camorristico come Michele Zagaria, Antonio Iovine e Raffaele Diana. Per altre cinque persone è stato definito il concordato che, data l'ammissione di responsabilità, assicura una pena di trent'anni.

Le indagini che hanno portato al processo Spartacus hanno ricostruito la guerra di camorra che ha insanguinato soprattutto la provincia di Caserta tra il 1988 e il 1996.

I giudici della prima sezione della Corte d'Assise d'Appello hanno autorizzato l'ingresso in aula di telecamere senza però concedere di riprendere gli imputati, i quali si erano già opposti tramite i loro difensori.

La decisione ha determinato la reazione del boss Francesco Schiavone, collegato in teleconferenza. "Siccome non sono una fiera da gabbia me ne vado, non voglio essere ripreso da TeleKabul", ha detto Schiavone.

In primo grado erano 126 gli imputati, di questi 21 condannati all'ergastolo. Le posizioni giunte in Corte d'Assise d'Appello sono quelle degli imputati di omicidio, stralciate dalle 90 posizioni di boss e fiancheggiatori del clan che rispondono di altri reati.

Nei 13 mesi di dibattimento in appello è montato un clima di tensione, determinato anche dalla crescente attenzione rivolta al clan dai media.

In un'istanza letta in aula dal difensore di due dei maggiori imputati del procedimento - i boss Antonio Iovine e Francesco Bidognetti - sono state inserite affermazioni minacciose e offensive nei confronti del pm Raffaele Cantone, della giornalista Rosaria Capacchione e dello scrittore Roberto Saviano, che del clan ha ampiamente trattato nel suo best-seller "Gomorra".

IL CLAN DEI CASALESI

Con l'avvicinarsi della data della sentenza il clan ha attuato una sempre più marcata strategia di violenza, portando a termine diversi omicidi nelle scorse settimane tra cui quello della ex compagna del boss Francesco Bidognetti, Anna Carrino.

Il clan dei Casalesi vede convivere al suo interno diverse fazioni, le principali legate al boss Francesco Schiavone detto "Sandokan" e al boss Francesco Bidognetti soprannominato "Cicciotto e mezzanotte".

Si tratta di un'organizzazione criminale molto simile a quella di Cosa Nostra, come hanno più volte ribadito gli inquirenti che hanno indagato sulle attività illecite del clan.

L'organizzazione dei Casalesi ha un meccanismo di funzionamento rigido, che divide il territorio per aree; affida responsabilità direttive a "capizona"; amplia gli "organici" attraverso i vincoli di sangue e sfrutta rapporti con l'imprenditoria.

Il clan, secondo quanto hanno detto più volte i magistrati, a differenza della camorra napoletana sfrutta ogni tipo di attività che possa portare ad un guadagno, dai rifiuti tossici al mercato del calcestruzzo, e controlla inoltre la distribuzione di prodotti essenziali.

Dalle indagini è emersa anche la loro capacita di "mediatori sociali e di consenso" in fasi di crisi come quella dei rifiuti e in periodi elettorali.

 



16 June 2008
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