"Mr. Saviano is a very skilled writer, who navigates the underworld of the Mafia in a skillful manner" Joseph D. Pistone aka Donnie Brasco  
interno18
19 June 2008  

Telecamere e taccuini: ma dove eravate nel 2005?

Presente in aula anche Roberto Saviano. Lo scrittore ha contribuito a squarciare il velo di omertà

Telecamere, taccuini, e una schiera di giornalisti. Sicuro che non abbiamo sbagliato aula? No, il posto è quello giusto.



Il secondo atto del processo Spartacus è un appuntamento al quale non si può certo mancare. Questo oggi. Ma provate a rivedere le immagini del 15 settembre 2005, sempre se negli archivi delle varie tv se ne trovino. La folla presente nell'aula bunker napoletana fa a pugni con quell'indifferenza che meno di tre anni fa aveva fatto da sfondo al procedimento di primo grado tra i banchi di Santa Maria Capua Vetere. E' bastato un libro ad aprire gli occhi non solo dell'Italia tutta, ma del mondo intero. Poi gli efferati omicidi degli ultimi tempi hanno fatto il resto. Se è così, allora ci sarebbe tanto da riflettere. E così, dopo la riapertura del sipario dello scorso lunedì, anche questa mattina si è assistito ad un vero e proprio assalto degli organi di informazione.

UNA MODA CHIAMATA CAMORRA? - Come mai questo cambiamento di registro? Come mai ora si è deciso di puntare i riflettori su quello che rappresentava già quale anno fa un dei procedimenti più importanti della storia d'Italia? Non ci resta che pensare che forse davvero nell'Italia dei benpensanti, quello che conta è seguire la moda. Il marchio camorra oggi fa gola a tutti. A guardarla dal di dentro, si ha l'impressione che i media nazionali, latitanti nei momenti del vero bisogno più degli stessi Casalesi, raccontino un qualcosa che non gli appartenga. Intrecci che limitano il proprio raggio d'azione soltanto al territorio casertano e campano. Ma la realtà dei fatti non è certo questa. Camorra è qualcosa di più di un semplice terrore del 'quartierietto'.

DA GOMORRA A OGGI - Presente alla lettura della sentenza di secondo grado anche Roberto Saviano. Lo scrittore casertano ha avuto il merito di lanciare un sasso nello stagno. Quando iniziò a parlare di Spartacus nessuno sapeva davvero di cosa si stesse parlando, ma sono bastati i suoi capitoli ed il suo impegno ad aprire gli occhi, o meglio a squarciare il velo di indifferenza. Eppure c'è ancora qualcuno che punta il dito contro Saviano: la sua colpa sarebbe stata quella di aver mostrato al mondo intero soltanto il lato oscuro di queste terre. Riflessione tanto superficiale quanto deleteria. Proprio il non voler raccontare quello che è il proprio lato peggiore e il far finta di nulla, in passato ha permesso ai vari clan di porre radici sempre più profonde. Anche sotto il naso di chi pensa che la camorra non possa mai approdare in casa propria. Ed allora chi si ostina a puntare il dito contro chi prova a rompere il muro dell'omertà, farebbe meglio ad accanirsi contro chi continua ad avere quasi timore di chiedere aiuto. La conferma dei sedici ergastoli non rappresenta certo una vittoria dello Stato, ma la vittoria di quelle persone che hanno avuto il coraggio di ribellarsi e di non seguire la via più semplice; quella dell'illegalità strisciante.

 


Giuseppe Frondella
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