"Una realtà che chiedeva di essere raccontata. Saviano ha sentito la necessità di farlo. Non perche pensasse di cambiare il mondo, piuttosto perche per parlare del suo mondo doveva parlare di Camorra" El Pais  
Stilos
01 August 2006  

Roberto Saviano – una storia dal vero della Camorra

Per comprendere la potenza dirompente di questa biografia non autorizzata dell'ultimo ventennio della camorra il lettore deve costantemente tenere presente che i fatti, le persone e le storie raccontate sono assolutamente reali.



Saviano dimostra pagina dopo pagina il coraggio di filtrare questo allucinante universo attraverso lo sguardo, sempre attento a entrare nelle pieghe profonde di una realtà che i più ignorano e che gli altri non vogliono vedere. Per far questo decide di diventare la voce narrante del suo libro, mettendo in gioco se stesso, i propri pensieri, la propria vita, per dare il via al suo "viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra". L'inizio è bruciante. Corpi morti che cadono da un container sospeso nell'aria. "Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani". E' un addetto alle gru, impiegato nel porto di Napoli, che parla. Si nasconde la faccia tra le mani per cancellare quella scena che gli si è crudelmente inchiodata nel cervello. Il protagonista resta lì fermo e ascolta trattenendo nello stomaco il disgusto. Non si accontenta del terribile aneddoto,vuole capire chi sia il burattinaio che muove i fili di quella faccenda. Inizia ad indagare, per capire dove erano dirette quelle persone. Partendo da tracce impercettibili, si affida completamente al suo intuito per riuscire a ricostruire il funzionamento degli ingranaggi che fanno muovere, con inattaccabile precisione,la complessa organizzazione criminale, da lui definita Sistema. "Camorra è un termine inesistente, da sbirro.[...]Il termine con cui si definiscono gli appartenenti a un clan è Sistema[...]Un termine eloquente, un meccanismo piuttosto che una struttura. L'organizzazione criminale coincide direttamente con l'economia, la dialettica commerciale è l'ossatura del clan". Bastano pochi colpi per sbriciolare i rassicuranti luoghi comuni, abituati a liquidare la camorra come fenomeno criminale circoscritto alla Campania, la cui sopravvivenza è garantita dallo stato di barbarie in cui vive una parte della popolazione degna del quarto mondo. Distorsioni che diventano un comodo cuscino per lo stesso sistema,che negli anni, colpa anche del colpevole silenzio delle Istituzioni,ha esteso su scala mondiale il giro dei propri affari. Un' organizzazione che diventala rappresentazione deleteria del capitalismo spinto alla deriva, dove tutto, le cose, le persone, la natura, gli scarti di questa società ,diventano merce su cui speculare.

Saviano non annacqua mai le immagini che descrive. Resta coerente con la sua intenzione di descrivere quello che vede senza mediazioni.Un'attenzione costante alle parole, mai sprecate o malate di facile sensazionalismo, ai dettagli minimi, ma decisivi per rendere quanto più possibile evidente la complessità del sistema

Saviano non annacqua mai le immagini che descrive. Resta coerente con la sua intenzione di descrivere quello che vede senza mediazioni.Un'attenzione costante alle parole, mai sprecate o malate di facile sensazionalismo, ai dettagli minimi, ma decisivi per rendere quanto più possibile evidente la complessità del sistema, all'interno del quale il protagonista continua a spostarsi, imponendo alla sua vespa delle sghembe traiettorie, per non restare soffocato dall'irreversibile puzzo di morte che gli soffoca il respiro. Più volte sente sul collo il fiato del pericolo che rischia di interrompere il suo cammino. anche se ha paura, non mostra mai definitivi segni di cedimento. Stringe i denti e tiene sempre presente in mente l'esempio di Pasolini che aveva messo le mani sul marcio dell'Italia e lo aveva combattuto con le parole sulle pagine dei giornali. Seguendo la sua scia, il protagonista inizia ad articolare il suo "Io so": "io so e ho le prove.Io so come hanno origine le economie e dove prendono l'odore. L'odore dell'affermazione e della vittoria Io so cosa trasuda il profitto. E la verità della parola non fa prigionieri perchè tutto divora e di tutto fa prova". Una testimonianza che per lui diventa una necessità morale. L'unica maniera per dare una vera dignità alla sua vita. Alla fine del viaggio, però, scopre che non ci sono paradisi da conquistare.Ma soltanto una devastante angoscia, che gli resta incollata addosso come una stomachevole gelatina, e lo spinge a gridare "maledetti bastardi sono ancora vivo".


di Giuseppe Roncioni
01 August 2006
home