"Una sorta di Salman Rushdie nella lotta ancora irrisolta dell’Italia contro il crimine organizzato" Ian Fisher NYT  
Articolo 21.info
28 September 2008  

Caro Roberto Saviano, grazie dell’urlo

PierPaolo Pasolini quarant'anni fa urlava al Paese la corruzione del sistema e l'omologazione culturale, lo faceva in tutti i modi che conosceva: letteratura , cinema, giornali, tv.
Aveva un'anima Pasolini e non ci rinunciò con il silenzio, come fece invece tutta la classe dirigente di allora, lui parlò e per questo fu ammazzato.



Quarant'anni dopo un altro uomo lancia un urlo al Paese con tutti i mezzi che conosce: letteratura, cinema, tv, giornali . Molti la chiamano Gomorra, ma è molto di più, è la parte sbagliata della storia.

Ha un'anima quest'uomo, e denuncia il sistema mafioso e camorrista di tutta Italia, dalle alpi allo stretto. Si perché anche il beato e ricco nord è colluso, per esempio sull'Expo che si terrà a Milano e per l'interesse di Ndrangheta e Camorra per quegli appalti.

Parla quest'uomo, e scrive dell'ignavia in cui ci siamo rinchiusi, della corruzione interiore del male, della paura che ci ha colpiti e resi piccoli senza più valori. Urla che il sistema è corrotto che la borghesia come la conoscevamo noi: avvocati, medici, ingegneri, giornalisti, commercianti, artigiani , imprenditori, non esiste più; e non c'è più divisone tra nord e sud del paese, ma solo un solco tra collusi e non.

Grazie Roberto Saviano per averci urlato, non ti lasceremo morire come Pasolini, anche tu per averci svegliato. Noi siamo al tuo fianco, sappiamo tutto, sappiamo che pure l'informazione è collusa, e invece di informare anestetizza la coscienza civile dei cittadini con il delitto di turno e il gossip.

Nascondere la verità questo fanno tanti giornalisti italiani, cioè nascondere il fatto che mafie e potere decidono per la nostra storia a tutti i livelli.

Non c'è più tempo per restare a guardare da lontano e farsi i fatti propri, quel metodo non salverà più nessuno tanto meno chi lo esercita, ora si può solo scegliere.

Grazie Roberto per aver portato il racconto dell'Italia a cercare di prendere un oscar, molti hanno contestato che l'Italia sia rappresentata dalla Camorra, ma lo fecero anche con il Neorealismo, non li ascoltare e vai avanti. L'Italia è mafia camorra e ndrangheta, e raccontarle serve ad eliminarle, il silenzio non serve a nulla.

Il silenzio sceso su Cosentino dopo lo speciale su L'Espresso è il livello più basso mai raggiunto dall'informazione, è la dimostrazione del vassallaggio più assoluto di quasi tutta la comunicazione italiana.

Questo è il nostro Paese, chi sta con i mafiosi e chi li combatte, chi ci rimette la vita, e chi ne spreca una intera appresso alle cose inutili del mondo. Grazie ai disvalori creati a tavolino nei palinsesti tv e innestati nella popolazione con: veline, reality e canzonette.

Si può reagire , si possono aprire gli occhi e comprendere che facciamo tutti parte di un disegno più grande, che rende la vita più degna d'essere vissuta. Possiamo ascoltare Roberto Saviano, alzarci e dire basta alle mafie e ai poteri forti, che da secoli frenano la storia di questo Paese.

Oppure possiamo stare zitti e lasciare uccidere altra gente e altra economia: perché abbiamo paura, perché da soli non si può cambiare il mondo, insomma per le solite scuse di sempre.

Si rileva però che non reagire quantomeno ci ha reso infelici e distrutto il futuro dei nostri figli. Tu italiano, che stai per iniziare il resto della tua vita, da che parte stai?

 


Tania Passa
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