Fabrizio Pellegrini, in carcere. La sua colpa? Voler vivere

fabrizio_pellegrini_615x340Fabrizio Pellegrini è un pianista di 47 anni, malato di fibromialgia. La fibromialgia o sindrome di Atlante, porta dolori muscolari fortissimi, porta insonnia, spossatezza e scarsa produzione di serotonina.

La ministra Lorenzin magari concorderà con quella minoranza di medici che ritengono i malati di fibromialgia "ipocondriaci o depressi" e che definiscono la fibromialgia "una sindrome psicosomatica". Faccio notare alla ministra, qualora volesse sposare questa ipotesi, che nella voce Wikipedia che descrive la fibromialgia, è senza fonte.

Fabrizio Pellegrini per alleviare i dolori causati dalla patologia da cui è affetto, potrebbe avere accesso all'uso della cannabis terapeutica che proprio in Abruzzo, regione in cui è residente, dovrebbe essere a carico del servizio sanitario regionale.

Ma nonostante il fondo di 50mila euro stanziato per offrire questo tipo di cure a chi ne avesse necessità, la legge è disattesa e il costo mensile del servizio per Pellegrini sarebbe di 500 euro, da anticipare per l'acquisto di sostanze provenienti dall'Olanda.

Non è chiaro perché non si possa coltivare la cannabis in Italia e si debba importare dall'Olanda ed è invece chiarissimo che 500 euro al mese equivalgono a un mutuo, a un affitto, cifra folle che sarebbero in pochi a potersi permettere.

Pellegrini è tra coloro che non possono permettersi questa spesa, benché necessaria, direi vitale. Dunque decide di piantare della marijuana, per questo viene arrestato, e dall'11 giugno è detenuto nel carcere di Chieti dove le sue condizioni sono notevolmente peggiorate. Per alleviare il dolore deve assumere farmaci perché in stato di reclusione non è possibile somministrare cannabinoidi. Ma Pellegrini ha un'allergia certificata ai cortisonici e agli antidolorifici, quindi medicinali a base di cannabinoidi sarebbero l'unico rimedio efficace per la sua patologia.

È notizia di oggi che anche in Lombardia (grazie a un odg proposto dal M5S) saranno stanziate risorse per finanziare la sperimentazione dei farmaci cannabinoidi per i malati di Sla e sclerosi multipla, speriamo non resti anche lì una legge regionale bella ma inapplicata.

Intanto Pellegrini è detenuto, nonostante la sua incompatibilità con il regime carcerario: sarebbe necessaria una perizia, che però non viene disposta e resta vittima di un sistema che si alimenta di sofferenze e di infelicità.

Una politica il cui fine non è la felicità dei cittadini (vedi le posizioni delle Lorenzin, dei Gasparri e dei Giovanardi in materia di fine-vita, di aborto, di fecondazione eterologa e di maternità surrogata) è una politica abominevole, che faccio difficoltà a pensare sia utile e perfino a definire politica.

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