Il reato di tortura: quel reato che in Italia non deve esistere

antigone_tortura_615x340Tra poco saranno trascorsi 15 anni dai fatti della Diaz e l'Italia non ha ancora - vergognosamente - una legge sul reato di tortura.

E alla fine, paradossalmente, dovremo ringraziare questa sospensione del lavori al Senato che non faranno tornare indietro il il ddl in Commissione per ulteriori verifiche. La meno peggio delle decisioni possibili, ma non, come sempre accade nel nostro Paese, la migliore. E se il testo, come avverte Luigi Manconi è mediocre e comunque "meglio di niente", per vederlo approvato dovremo aspettare ancora chi sa quanto tempo: data da destinarsi.

Pensate un po', il problema è tutto in un participio passato: reiterate.

Cioè le torture, per il nostro ministro dell'Interno Angelino Alfano, per essere tali da parte delle forze dell'ordine devono essere reiterate. Ma ve la immaginate una Diaz bis? O un secondo pestaggio a Federico Aldrovandi? O a Stefano Cucchi? O a Riccardo Magherini? Impossibile, perché le vittime sono morte e non avrebbe potuto il reato reiterarsi sulla loro pelle.

Ma il ministro dell'Interno si sa, è al vertice delle forze di polizia, eppure opponendosi all'approvazione di un testo che di per sé è già blando e compromissorio, non sta facendo affatto l'interesse della polizia, ma dei violenti, di quei poliziotti che non fanno il loro dovere come dovrebbero, di chi abusa nel proprio ruolo.

Patrizio Gonnella, presidente dell'Associazione Antigone: "Sulla tortura è Alfano il capo del governo".

Ha vinto Alfano. Il Senato ha rinviato poco fa la discussione del disegno di legge per l'introduzione del reato di tortura a data da destinarsi. Evidentemente nel giro di una notte il ministro dell'Interno è riuscito a convincere il presidente del Consiglio Matteo Renzi a non tenere fede all'impegno assunto nell'aprile dello scorso anno quando disse che la risposta di chi governa un paese era di rispondere alla condanna di Strasburgo, per le torture nella scuola Diaz, approvando una legge che le punisse quelle torture.  

Ora il rischio tangibile è che per l'ennesima volta, come nei 28 anni passati, l'Italia resti senza una legge che consenta di perseguire chi si macchia di questo crimine contro l'umanità.  

Ancora una volta i cittadini vittime di tortura nel nostro Paese saranno costretti a rimanere senza giustizia in Italia e rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per vedersela riconoscere. Cosa accaduta nel caso Diaz e che accadrà già nei prossimi mesi per le torture al carcere di Asti e per quelle alla caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova.  

"L'esito della seduta di oggi è vergognoso per questo ci appelliamo al presidente del Consiglio Renzi e al ministro della Giustizia Orlando affinché si assumano in prima persona l'impegno di far approvare questa legge".
"Dopo il tweet dell'aprile 2015 Renzi non si è mai pronunciato apertamente sul percorso parlamentare del ddl. Dato che lo ha fatto ieri così nettamente un esponente del suo Governo (Angelino Alfano ndr) è bene che lo faccia anche il presidente del Consiglio per dimostrare che quella di Alfano non è la posizione dell'attuale esecutivo".
"Ad ogni modo chiediamo che si vada in aula e si voti, così che ognuno si possa assumere le responsabilità politiche e morali delle proprie posizioni, risparmiandoci questa insopportabile melina".  

Sui social network Antigone lanciò l'hashtag #SubitoLaLegge per spingere il Parlamento all'approvazione. Ora viene cambiato in #SenzaGiustizia per denunciare quanto sta avvenendo.  

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