La parola e i lettori: perché la camorra li teme

Palmesano, Siani e il mio stesso lavoro: pericolosi perché riportano l'attenzione sugli affari dei boss.

Ho raccontato in televisione il caso di Enzo Palmesano, giornalista licenziato dal Corriere di Caserta su pressione del boss di camorra Vincenzo Lubrano.

La stessa stampa che mi ha accusato di plagio, ha licenziato Palmesano per ordine del clan Lubrano, legato ai Nuvoletta, ovvero agli assassini di Giancarlo Siani.

Per illuminare queste zone d'ombra, la parola ha molto più potere di qualunque altro mezzo.

Chi legge, chi approfondisce, chi cerca di capire, fa più paura alle mafie di arresti, carcere e morte.



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