La politica abbia coraggio #fuorilepalle #legalizecannabis

spinello_615x340Chi oggi si oppone alla legalizzazione delle droghe leggere utilizza queste argomentazioni:

1) se le droghe leggere venissero legalizzate il mercato illegale potrebbe ancora rivolgersi ai minorenni;
2) se le droghe leggere venissero legalizzate si incrementerebbe il mercato di droghe più pericolose che lo Stato non potrebbe affatto legalizzare (droghe chimiche, cocaina, eroina).

Partiamo dai minorenni: oggi i minorenni che fanno uso di droghe leggere non hanno alcuna protezione. Legalizzare, da questo punto di vista, non significa peggiorare una situazione (che peggio non potrebbe andare), ma educare. Una diciassettenne o un diciassettenne che volesse fumare uno spinello ora può solo rivolgersi al mercato illegale. Se invece si legalizzassero le droghe leggere potrebbe chiedere a un amico maggiorenne di andarla ad acquistare legalmente (sarebbero sostanze controllate in quantitativi limitati) o potrebbe aspettare di compiere 18 anni, età in cui gli sarebbe consentito.

Questa idea di Stato paternalista che tutto sa, tutto prevede e tutto punisce, convinto che le persone provino gusto nel trasgredire, che il cittadino sia per definizione irresponsabile, la aborro più di ogni altra cosa.

Sul secondo punto: se le droghe leggere divenissero legali, chi ne faceva uso prima, potrebbe continuare e farne uso senza rischiare sanzioni. Il mercato delle droghe, come ogni altro mercato, è fatto di domanda e offerta e oggi le organizzazioni criminali rispondono perfettamente alla domanda di droghe diverse da quelle leggere essendo un ambito verso il quale le mafie hanno maniacale attenzione.

È evidente come su questo fronte non cambierebbe nulla e chi oggi fa uso di droghe leggere non inizierebbe certo a fare uso di cocaina, eroina o metanfetamina solo perché quelle leggere sono diventate legali.

Sembra una barzelletta: ieri Antonio fumava spinelli, ma da quando lo spinello è legale, per il gusto di trasgredire ha deciso di sniffare cocaina. A me sembra un ragionamento idiota assolutamente privo di buon senso. A voi?

Paolo Borsellino, negli anni Ottanta, quando gli veniva chiesto se con la legalizzazione delle droghe leggere la mafia si sarebbe estinta, rispondeva così:

"Non bisogna stabilire una equazione assoluta tra mafia e traffico di stupefacenti, la mafia esisteva ancora prima e probabilmente, se mai dovesse scomparire il traffico di stupefacenti, la mafia esisterà anche dopo. [...] È da dilettanti di criminologia pensare che legalizzando il traffico di droga, sparirebbe del tutto il traffico clandestino".

 

Ecco, ma questo non lo pensa nessuno, tranne Giovanardi, forse Lupi e chi in questi giorni cita Borsellino senza aver mai capito una parola di quello che ha detto quando era in vita.

L'obiettivo, in questa fase, non è far sparire le mafie (sarebbe meraviglioso, una pia illusione) attraverso la legalizzazione delle droghe leggere. E nemmeno eliminare il traffico di stupefacenti tout court. L'obiettivo è minare quella parte di mercato che le mafie controllano in totale autonomia attraverso produzione, importazione (traffico), vendita e spaccio.

Significa sottrarre capitali alle mafie, significa depenalizzarne il consumo, la detenzione e la produzione di modiche quantità per uso personale. La legge che porta anche il nome di Giovanardi ha fatto danni incommensurabili al nostro sistema giudiziario e al sistema carcerario, rendendo la giustizia per tutti meno efficiente. E questo, nella migliore delle ipotesi, solo per ignoranza. Ecco, nella migliore delle ipotesi!

Quando mai l'illegalità è stata la risposta a un problema? Regolamentare è l'unico modo per sottrarre terreno all'illegalità, è l'unico modo per proteggere davvero le fasce più deboli, soprattutto attraverso un percorso lento fatto di informazione e consapevolezza.

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