La produzione di cannabis finanzia il terrorismo

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La Direzione Nazionale Antimafia è in Italia l'organo con maggiori competenze in materia di criminalità organizzata e quindi di traffico di stupefacenti. 

Secondo la DNA, le droghe generano per le mafie ricavi maggiori rispetto a estorsioni, sfruttamento sessuale e contraffazione (dove Gasparri abbia tratto quell'1% sarebbe interessante capirlo). 

Volendo ricevere informazioni dettagliate è alla DNA che la politica dovrebbe rivolgersi. Ed ecco cosa scrive la DNA in un recentissimo documento diffuso il 20/06/2016 di osservazioni sulla proposta di legalizzazione della cannabis.


1) le mafie nazionali e internazionali hanno un posizione di sostanziale monopolio nella gestione dei traffici di stupefacenti, e fra questi anche in quello della cannabis;
2) la crescente domanda di cannabis ha trovato una pronta risposta, nella straordinaria, nuova, produzione afgana.

E queste due cose importanti, ne dimostrano a loro volta altre due di cui, nella presente valutazione, non può non tenersi conto:

1) che il traffico di stupefacenti, compreso quello della cannabis, alimenta e moltiplica le risorse finanziari delle organizzazioni di tipo mafioso (nazionali e non) e dunque, fra l'altro, la loro capacità di condizionamento ed inquinamento dell'economia legale;
2) che una fondamentale area della produzione di cannabis, quella afgana, è controllata da gruppi fondamentalisti e terroristi, il che equivale a dire che la produzione di cannabis è una delle fonti di finanziamento del terrorismo.

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