Le mani della ‘ndrangheta sull’Italia. Su tutta l’Italia

tav_ndrangheta_615x615Oggi su Repubblica, Alessia Candito apre così un suo interessantissimo articolo sugli ultimi arresti per 'ndrangheta:

Quaranta persone, tutte affiliate o vicine ai clan della Piana di Gioia Tauro, ma radicate anche in Liguria, sono finite in manette per ordine della Dda di Reggio Calabria. Un'indagine monumentale, che ha visto lavorare gomito a gomito le squadre mobili di Reggio Calabria e Genova, coordinate dallo Sco di Roma, come i centri Dia delle stesse città. Il risultato è una fotografia dinamica di quasi dieci anni di radicamento mafioso, scritta di proprio pugno dai clan Gullace-Raso-Albanese e Parrello Gagliostro tra Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, e la Liguria. Sotto la lente degli investigatori dello Sco e della Squadra Mobile della polizia e dei reparti della Dia sono finiti affari e attività dei clan di ndrangheta Raso-Gullace-Albanese e Parrello-Gagliostro, che dalla provincia reggina sono riusciti ad infettare anche l'economia del Ponente ligure, mettendo le mani anche sugli appalti del Terzo Valico, la linea ad alta velocità Genova-Milano, opera da 6,2 miliardi attualmente in fase di realizzazione: tanto da arrivare a sovvenzionare, secondo la Dda, i comitati per il "Sì Tav". Una storia in cui tanto l'imprenditoria, come la politica hanno un ruolo da protagonista. In negativo.



E riguardo al senatore Gal, Antonio Caridi, anche lui nel registro degli indagati:

Caridi - spiega il giudice - è uno strumento della direzione strategica della 'ndrangheta tutta, che unitariamente sa che deve rivolgersi a lui in caso di bisogno. E in cambio sa che deve fornire appoggio alle elezioni. "Nel caso delle regionali del 2010 - spiega il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Gaetano Paci - gli uomini del clan hanno usato metodi da manuale dello scambio elettorale politico mafioso, arrivando a minacciare i dipendenti delle loro imprese di licenziamento se loro e le loro famiglie non avessero votato Caridi. E lui lo sapeva".



Candito continua citando il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho secondo cui

"La 'ndrangheta ha ormai ramificazioni stabili sul territorio nazionale. Non è solo criminalità spiccia. Dall'indagine sono emersi gli interessi dei clan in decine di imprese, attive non solo nel classico settore del movimento terra, ma anche in quelli ad alta tecnologia e specializzazione, come quello della produzione delle lampade a Led". Sul fronte del Terzo Valico, spiega il procuratore "abbiamo importanti riscontri riguardo gli appalti che dimostrano come i clan fossero attivi sul fronte del Sì Tav". I comitati a favore della grande opera sono stati sovvenzionati dal clan, interessati ai cantieri che sarebbero stati aperti anche in Liguria. Tutte attività coordinate dalle Calabria, dove è rimasta la direzione strategica del clan, in grado anche di comprare funzionari dell'Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria della medesima provincia.



Ricordo quando scrissi che prima ancora di essere pro o contro la Tav, bisognava capire le organizzazioni criminali da qualche parte stavano, non per schierarsi semplicemente contro, ma per capire dove dirigevano i loro affari.

E per evitare di essere utili strumenti per ignobili fini.
 
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