Nell’ultimo libro Valerio Spada indaga la filosofia dei boss

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Cosa ti porti dietro quando sparisci? Dipende da chi sei e perché sparisci. Abiti: un foulard invernale, camicia e pantalone di velluto. Calzini, un pullover e un giaccone. E poi forbici, occhiali, lima per unghie. Una spazzola. Volantini elettorali di Cuffaro, Casini, l’Ulivo, la Margherita, la Nuova Sicilia e Autonomisti Democrazia Cristiana Partito Socialista. Immagini di Gesù e ritagli di giornale raffiguranti uomini di Chiesa. Una macchina da scrivere. Una Bibbia. Un fazzoletto con una nota illeggibile, bruciato al momento dell’irruzione delle forze dell’ordine nel covo di Bernardo Provenzano, il 11 aprile 2006, e nascosto nel lavandino.

E poi parole, come queste di Matteo Messina Denaro: "Io ho conosciuto la disperazione pura e sono stato solo, ho conosciuto l’inferno e sono stato solo, sono caduto tantissime volte e da solo mi sono rialzato; ho conosciuto l’ingratitudine pura da parte di tutti e di chiunque, ho conosciuto il gusto della polvere e nella solitudine me ne sono nutrito […] Io sono il niente".

Valerio Spada ha fotografato tutto questo, ha raccolto testimonianze mai mostrate prima in un libro prezioso "I am nothing”, io sono il niente. 

Io sono un boss ma sono il niente. Io decido della vita e della morte ma sono il niente. Io sono il niente perché sono come voi. Mi muovo tra voi. Vivo tra voi. Credo nel vostro Dio. Uso gli stessi oggetti che usate voi, ma non li uso come li usate voi. Con la mia macchina da scrivere compongo messaggi di morte.

"I am nothing" di Valerio Spada è un lavoro impressionante perché ci mostra il silenzio, la capacità di penetrazione della criminalità nella vita quotidiana e la nostra incapacità, impossibilità a difenderci.

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