No. I giorni dell’arcobaleno: ne parlai a Servizio Pubblico

Giovedì 22 ottobre su RaiTre va in onda “No. I giorni dell’arcobaleno”. Un film sul potere degli ideali nella lotta politica.

Nel 1988 Pinochet fu costretto dalla comunità internazionale a fornire una legittimità popolare alla propria dittatura. Il popolo cileno fu chiamato ad esprimersi con un referendum. Pinochet lo concesse certo di stravincerlo.

Per gli oppositori al regime, che portavano addosso gli orrori della persecuzione e vivevano nelle loro famiglie il dramma dei desaparecidos, si prospettava un’occasione impensabile fino a quel momento: aprire gli occhi ai sostenitori della dittatura.

Si aprì un dibattito: fare una campagna dura e pura di denuncia della dittatura o provare a parlare anche a chi aveva sostenuto Pinochet, convincerli che si voleva costruire un Cile diverso, migliore anche per loro.

Era una sfida difficilissima. Significava parlare “agli altri”, all’altra parte del Paese. Non parlare solo a se stessi, ma convincere l’altro. Convincere l’elettore che credeva alla favola, che non vedeva in Pinochet dittatore un criminale.

“No. I giorni dell’arcobaleno” è il bellissimo film di Pablo Larrain che racconta quei giorni. Necessario. È il più importante racconto mai fatto sulla difficoltà politica di trovare un linguaggio diverso per comunicare con l’altra parte, quella che non la pensa come te.

È un film che mi ha dato una grandissima energia. E che mi ha ricordato quanto possa essere dirompente la parola “sogno”.

Ne ho parlato in tv a Servizio Pubblico nel corso della puntata del 25 aprile 2013.
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