Ricevo e pubblico questa mail, è di una mamma di Napoli

roghi_terra_fuochi_615x340Ciao Roberto, vivo a Napoli, vicinissimo in linea d'aria all'aeroporto di Capodichino. Lunedì all'improvviso ho visto la casa invasa da fumo e da una puzza fortissima di plastica bruciata. Faceva caldo e avevo lasciato balconi e finestre aperti. Mi sono spaventata e ho ispezionato tutta la casa per capire se avesse preso fuoco qualcosa.

Poi mi sono affacciata alla finestra e ho visto una colonna di fumo: è un rogo tossico, ho pensato. Oppure, ma meno probabile, è qualcuno che ha buttato nella spazzatura una cicca di sigaretta spenta male ed è andato a fuoco l'appartamento.

Qualcuno che magari ha figli piccoli come i miei. Ho fatto un pensiero assurdo: speriamo sia un rogo tossico. Assurdo no? Ecco cosa ho pensato e mi si è accapponata la pelle.

Effettivamente un rogo c'è stato, al campo rom di Casalnuovo, dove di bambini ce n'erano tanti, almeno una cinquantina. Un rogo, come riferisce Fanpage, che sarebbe di origine dolosa.

Un rogo che testimonia come razzismo, violenza, disastro ambientale e camorra siano fattori di una equazione che la politica non riesce a risolvere. Di fronte alla quale c'è un territorio senza speranza.

Una colonna di fumo visibile dalle zone collinari della città, esplosioni di bombole e pneumatici andati in fiamme: anche questa è Napoli. Napoli che nonostante le sfilate e i proclami resta uguale a se stessa. Uguale anche se molti giurerebbero di vederla diversa.

Ciro Pellegrino via Fanpage.it

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