Se questa non è tortura

hipocritas_615x340Vi racconto la storia di un diritto che esiste ormai solo sulla carta.
Vi racconto la storia di una coppia di Viareggio (Paola e Iuri) che ha dovuto interrompere la prima e desiderata gravidanza per gravi patologie cardiache del feto.
Vi racconto una storia straziante, ma poi vi invito a leggere l'articolo che Donatella Francesconi ha scritto per il Tirreno: leggetelo perché nelle parole di Paola e Iuri potrete riconoscere l'ipocrisia di un paese in cui ciò che capita agli altri non potrà mai capitare a noi.

Tutto ha inizio con una ecografia morfologica che evidenzia nel feto patologie al cuore. Servono accertamenti. La diagnosi: cuore sinistro ipoplasico con possibilità di interventi chirurgici ma solo di tipo palliativo, nel caso remoto in cui il bambino fosse nato vivo.

Paola e Iuri decidono di voler abortire e qui inizia un calvario insospettabile. Il ginecologo - uno dei due medici non obiettori dell'Asl - informa la coppia che con quella patologia del feto non sarebbe stato facile accedere all'aborto terapeutico superata la dodicesima settimana. Così l'unica psichiatra non obiettrice (in via di pensionamento) dà parere positivo certificando Paola "psichicamente non in grado di affrontare la gravidanza".

Ma non finisce qua, perché prima dell'intervento vanno in scena le solite pasionarie che invitano le donne che tra mille dubbi e sofferenze decidono di abortire, a ripensarci. Quanto sadismo in questo invito e che mancanza di empatia. In quel momento, qualunque sia il motivo che porta ad abortire, una carezza, una mano sulla spazza e solo parole di incoraggiamento, questo servirebbe.

Un'ultima cosa. Il medico abortista ha spiegato a Paola e Iuri che se il bambino fosse stato affetto da sindrome di Down non sarebbe stato un problema poter predisporre un aborto terapeutico immediato. Mi hanno colpito al cuore le parole di Paola:

"Se si fosse trattato della sindrome di Down io e quel medico non ci saremmo mai incontrati. Perché il bambino sarebbe nato".

Qui trovate l'articolo.

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