Un libro per comprendere le stragi

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È come se la storia attuale, quella che stiamo contribuendo a scrivere, ci stia abituando a dare un senso alle stragi. Parliamo di divergenze culturali, religiose, più di rado comprendiamo che è un  problema di predominio, soprattutto economico. E se si fa fatica a capirlo è perché il male non si presenta in purezza, ma mediato da un'altra lingua, volti solo apparentemente diversi dai nostri e una distanza che avvertiamo come siderale.

Esiste un libro il cui titolo sembra quasi un coro da stadio, "Uno di noi", che ci spiega esattamente cosa sia una strage, cosa abbia nel suo DNA, come si prepari e quali effetti produca.

La sua autrice, Åsne Seierstad, è una giornalista norvegese che si è fatta le ossa come corrispondente di guerra. Lei ha deciso di indagare, capire e poi spiegare il motivo della strage di Utoya, convinta che fosse il modo giusto, forse l'unico, per capire cosa accade in ogni strage anche quelle cui cerchiamo di dare spiegazioni razionali che ci consentano di metabolizzare il lutto, di sentirci al sicuro o meglio, di avere meno paura.

"Uno di noi" è opera titanica che ha passato al vaglio deposizioni, testimonianze raccolte ovunque, che ha indagato le vite di tutte le persone coinvolte, le vittime, i loro familiari, il carnefice, la sua storia, il contesto che ha forgiato la sua sete di tragedia.

Dinanzi alle nuove stragi consiglio questo libro su Anders Breivik. Un libro portentoso per ricerca e stile. Parole come schegge di granata, parole che mettono radici nello stomaco.

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