Vendetta, onore e amore nell’Afghanistan di Elliot Ackerman, soldato e autore di “Prima che torni la pioggia”

Ackerman_prima_torni_pioggia_615x340Prima di diventare scrittore, Ackerman è stato un marine e ha combattuto in Afghanistan e in Iraq. Era un ragazzo colto, benestante, e non avrebbe avuto alcun bisogno di arruolarsi. Eppure, dopo l'11 settembre, ha sentito il dovere di partire.

Di libri sulle guerre in Medio Oriente, scritti da soldati occidentali, ce ne sono tantissimi, ma quel che rende unico “Prima che torni la pioggia” è che gli americani qui compaiono solo sullo sfondo.

Ackerman mette al centro del suo romanzo Aziz, un ragazzo afghano. È lui il protagonista della storia, è sua la voce narrante. Aziz, che decide di arruolarsi e combattere in una milizia afghana creata dalle forze militari statunitensi e lo fa solo per vendicare il fratello Ali, che è stato ferito, menomato da una bomba dei talebani.

Si tratta di Badal e Nang. Vendetta e onore. Sono due leggi del Pashtunwali, quel codice non scritto che regola la vita di tutti i giorni dei pashtun dell'Afghanistan e che Aziz ha imparato dal padre, anche lui, insieme alla madre dei due ragazzi, vittima di guerra.

Ma non c'è solo la tradizione, o l'ideologia, alla base della scelta di Aziz c'è anche il pragmatismo: se non si arruolasse in un esercito che lo paga per combattere, infatti, non potrebbe permettersi le cure per il fratello. La sua, quindi, è soprattutto una scelta d'amore che porterà ad altra sofferenza, ad altre inestricabili contraddizioni. E ad altra guerra.

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